Vigo, la chiesa è tornata a splendere

Inaugurata l'opera di restauro iniziata nel 2023

| DI Fabio Tomelleri

Vigo, la chiesa è tornata a splendere
La chiesa parrocchiale di Vigo di Legnago è tornata a splendere. Sono consistenti gli interventi, per un importo che ha superato complessivamente i 320mila euro, che la parrocchia di San Martino Vescovo della frazione legnaghese, con l’aiuto di fedeli ed enti, ha affrontato negli ultimi anni all’interno dell’edificio di culto, ricostruito nei secoli e rinnovato nelle forme attuali tra il 1848 e il 1857.
I restauri effettuati sono stati inaugurati in maniera solenne nella serata di giovedì 8 ottobre, con una Messa animata dalla corale “Don Attilio Gobbetti” e presieduta da don Marco Isolan, parroco di Vigo e vicario foraneo di Legnago. Alla fine della celebrazione eucaristica ha preso la parola il vescovo monsignor Domenico Pompili. Tutto ciò, in occasione dell’apertura della storica festa paesana di san Luigi Gonzaga, tradizionalmente nota come “Sagra dei Panocini”. «Si tratta – ha rimarcato il sindaco di Legnago Paolo Longhi – della più antica sagra del territorio legnaghese, essendo citata dalle fonti storiche già nel 1809».
Gli interventi alla chiesa e alla pala d’altare seicentesca raffigurante la Madonna del Rosario tra i santi Domenico e Martino, quest’ultima restaurata grazie alla collaborazione e al contributo economico della Fondazione Chiese Vive di Verona, sono stati illustrati ai fedeli dallo stesso don Isolan. Il parroco ha ringraziato in presenza il suo predecessore don Luciano Bozza per aver avviato l’importante riqualificazione, lasciando poi la parola ai tecnici responsabili degli interventi, eseguiti negli ultimi mesi dalla ditta Pintus di Sommacampagna.
Hanno quindi relazionato l’architetto Stefano Facchetti di Minerbe, progettista e direttore dei lavori, e la restauratrice Anita Masiero, che ha curato la pala settecentesca attribuita alla rinomata scuola del Brusasorzi. Alla presentazione dei restauri ha assistito anche l’architetto Gabriele Signorini, dell’Ufficio Beni culturali ecclesiastici e Edilizia di culto della Diocesi, diretto da Cristiana Beghini.
Per quel che concerne i finanziamenti che hanno permesso l’esecuzione dei restauri, ben 175mila euro sono stati concessi dalla Conferenza episcopale italiana (Cei), attraverso l’Ufficio per i beni ecclesiastici e l’edilizia di culto, sfruttando le risorse dell’8xmille destinate dai contribuenti alla Chiesa cattolica. Altri 25mila euro sono stati erogati dalla Regione mentre il Comune ha contribuito in totale con 60mila euro. La Fondazione Chiese Vive, come anticipato, ha sostenuto il finanziamento del restauro della pala della Madonna. Per raccogliere nuove offerte è stato messo a disposizione l’Iban bancario IT 18 L 02008 59950 000003846392 intestato a Parrocchia San Martino Vescovo.
«Il restauro è stato eseguito in più stralci – ha spiegato l’architetto Facchetti – poiché nel 2023 siamo intervenuti nel risanamento delle pareti laterali della chiesa passando poi agli interni, riportando in luce le decorazioni risalenti al 1906 e liberando le varie parti dalle lavorazioni incongrue eseguite in passato». Riguardo alla pala restaurata, Masiero ha aggiunto: «Il dipinto a olio è attribuito a Felice Brusasorzi (morto a Verona nel 1605, ndr) e nel 1878 fu restaurato da Giuseppe Zattera: ora è stato riportato allo stato originale»
«Il lavoro – ha commentato don Isolan – ha restituito pieno decoro e luminosità al tempio sacro, attraverso un intervento completo: dal risanamento dei problemi di umidità che interessavano le murature alla nuova tinteggiatura interna, fino alla progettazione di un moderno impianto di illuminazione». Monsignor Pompili ha concluso: «La gioia che si prova entrando in uno spazio così luminoso è anche un segno per tutta la comunità su come affrontare la vita quotidiana».

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