Sono rimasti solo in pochi ma non intendono rinunciare a quello che da 52 anni è una tradizione per la parrocchia di San Martino Vescovo a Legnago, ossia il presepe con animazione meccanica. Da alcuni anni Alberto Manfrè e gli altri componenti del Gruppo Presepe del duomo legnaghese cercano chi porti avanti la realizzazione della natività da loro promossa per oltre mezzo secolo.
In attesa che qualche giovane volenteroso si faccia avanti, gli artefici del presepe parrocchiale quest’anno hanno dovuto fare di necessità virtù. Visto che l’oratorio accanto alla parrocchiale, solitamente utilizzato per allestire la natività, non è agibile a causa di alcuni lavori di ristrutturazione, il gruppetto di volontari non si è perso d’animo. «Purtroppo – commenta Manfrè – gli interventi all’oratorio dureranno un paio d’anni, quindi abbiamo deciso di smantellare completamente il vecchio presepe, che difficilmente verrà ripristinato vista la difficoltà a reperire locali dove immagazzinare il materiale, ma anche per l’età di noi costruttori e la mancanza di giovani disposti a mantenere questa tradizione». «Ciononostante – proseguono Manfrè e gli altri collaboratori – abbiamo rifatto da capo il presepe e, dopo averlo ridimensionato, abbiamo cambiato lo scenario, inserendo un ruscello con cascata. Abbiamo pure ristrutturato le statue che rappresentano il bue e l’asinello, che erano usurate dal tempo».
Il nuovo presepe, più piccolo ma non per questo meno interessante e suggestivo, ha trovato collocazione all’interno della chiesa parrocchiale, accanto all’altare dedicato a Sant’Anna. Un rapporto con il vecchio presepio è stato mantenuto pure per quanto riguarda la meccanica delle statue e gli effetti speciali. «La sistemazione della Madonna e di San Giuseppe, assieme a bue e asinello, ci ha permesso di mantenere i meccanismi interni alle statuette che avevamo costruito con le nostre mani per i movimenti automatizzati». «Vista la nuova collocazione – annotano Manfrè e gli altri artefici della natività – siamo stati costretti ad abbandonare l’utilizzo del reostato meccanico, ossia quel meccanismo che regolava le fasi di alba, giorno, tramonto e notte: lo abbiamo sostituito con una centralina elettronica adattata al nostro scopo».
Le ultime due giornate di apertura al pubblico sono previste le domeniche 11 e 18 gennaio, dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 20.