Il giubileo sacerdotale di don Corsini

Festeggiato il 50° dell'ordinazione del parroco di Vangadizza

| DI Fabio Tomelleri

Il giubileo sacerdotale di don Corsini
Don Vittorino Corsini, nella serata di sabato 27 giugno, ha festeggiato il suo mezzo secolo di ordinazione sacerdotale nella chiesa di Vangadizza, paese di cui è parroco dal 2015. Tutto ciò, durante la Messa presieduta dal vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili e concelebrata con i sacerdoti delle parrocchie limitrofe, alla presenza del diacono Gilberto Bersani, dei fedeli del paese ma anche dei centri dove don Corsini ha svolto il suo ministero, tra cui Castagnaro.
In prima fila, oltre alle autorità civili rappresentate dal sindaco Paolo Longhi e dall’assessore alle politiche sociali Delfina Diana Passarin, c’erano pure Gianfranco Corsini e Maria Fondrieschi, rispettivamente fratello e cognata del sacerdote nato il 2 dicembre 1951 a Verona e cresciuto con la famiglia a Isola della Scala. Alla Messa ha fatto seguito una cena comunitaria organizzata dal Gruppo Eventi nella sala polifunzionale della parrocchia.
Nel corso della serata sono state ricordate le varie tappe della vita sacerdotale di don Vittorino. Dopo l’ordinazione, avvenuta in Cattedrale a Verona il 27 giugno 1976, don Vittorino è stato curato a Castagnaro fino al 1981, passando poi alla parrocchia cittadina di San Paolo Campo Marzio, dove rimase fino al 1994. Don Vittorino fu poi inviato come parroco a Spinimbecco. Dieci anni più tardi venne trasferito a Castagnaro, dove guidò la parrocchia fino al 2015, quando venne nominato al timone della comunità parrocchiale di Vangadizza, sempre nel Basso veronese. Da tre anni don Corsini celebra la Messa festiva anche nella chiesa succursale di Torretta, dopo la scomparsa di don Vittorio Eminente che seguiva la piccola frazione. «Ringrazio monsignor Pompili – ha esordito don Corsini – perché è presente per la prima volta in questa chiesa parrocchiale della quale, a fine anno, ricorderemo i 350 anni della consacrazione».
Di sé don Vittorino ha detto: «Oltre alla fede, vissuta in famiglia come respiro quotidiano, anche la comunità di Isola della Scala con la sua vita parrocchiale intensa ha contribuito alla mia vocazione per il sacerdozio». «Nella mia vita – ha proseguito il parroco – la Provvidenza mi ha fatto incontrare confessori, padri spirituali eccezionali e figure riconosciute dalla Chiesa come venerabili, tra cui monsignor Giuseppe Carraro, il Vescovo di Verona che mi ha ordinato sacerdote, e il compianto monsignor Luigi Bosio (ex parroco di Belfiore e canonico della Cattedrale scomparso nel 1994, ndr). Devo dire che porto nel cuore tutti coloro che ho incontrato sul mio cammino in questi 50 anni».
«Don Vittorino – ha puntualizzato monsignor Pompili – all’apparenza così mite, quasi inoffensivo, in mezzo secolo di servizio sacerdotale ha saputo talvolta rischiare ed esporsi. Non si è dedicato dunque ad eseguire un mero “compitino”: ha saputo metterci del suo e gli auguro che la sua missione continui come atto d’amore contrassegnato dalla libertà di saper dire la verità, anche quando non è gradita a chi la ascolta, oltre che dalla concretezza del sapersi mettere in gioco». Un fedele, a nome della comunità di Vangadizza, ha rivolto a don Corsini un «sentito grazie per il coraggio con cui ha accettato di seguire la nostra comunità con tutte le sue problematiche e relazioni». Il sindaco di Legnago, Paolo Longhi, infine, ha commentato: «Don Vittorino, in questi anni, con la modestia che lo contraddistingue è diventato come le radici di questa comunità. Ovvero non un peso che frena le attività e i rapporti, ma una forza che dà profondità alle relazioni e alle iniziative collettive».

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