Un "dopo di noi" per 6 trova spazio a Villa Mary

S. Pietro di Morubio, struttura della coop Emmanuel nella canonica di Bonavicina

| DI Fabio Tomelleri

Un "dopo di noi" per 6 trova spazio a Villa Mary
Nella Bassa la popolazione invecchia progressivamente. Di pari passo si moltiplicano i servizi pensati per quelle fasce più “fragili” di residenti che avranno bisogno di conservare una certa autonomia anche quando non ci saranno più i loro genitori ad accudirli. Negli ultimi anni, quindi, si sono susseguite, nei vari paesi a sud di Verona, le aperture di strutture dedicate al “dopo di noi”, ossia quella fase della vita in cui i disabili adulti non avranno più un legame parentale in grado di fornire a loro l’assistenza necessaria.
L’ultima “casa protetta” inaugurata in tale senso è Villa Mary, realizzata a cura della Cooperativa sociale Emmanuel di Bovolone, nella frazione di Bonavicina di San Pietro di Morubio. La coop presieduta da Stefano Fiorini ha già all’attivo diverse strutture simili nel territorio.
A confermare la bontà del progetto nato letteralmente all’ombra del campanile della parrocchiale di Bonavicina è stata la presenza, a fianco di Fiorini, di numerose autorità nel giorno dell’inaugurazione, avvenuta sabato 18 aprile, in via Marconi.
Al taglio del nastro, oltre al presidente di Emmanuele e al parroco don Raffaello Serafini, che ha benedetto la casa, sono intervenuti Corrado Vincenzi, sindaco di San Pietro di Morubio, altri primi cittadini dei centri limitrofi, Flavio Pasini, presidente della Provincia, Elisa De Berti, consigliere regionale delegato alle Infrastrutture, oltre a diversi volontari di Emmanuel, cittadini e persone diversamente abili con i loro familiari.
Per la coop di Bovolone salgono così a quattro gli appartamenti dedicati a persone “speciali” gestiti nel territorio, visto che Villa Mary si aggiunge alle altre tre dimore aperte nel corso degli anni nella cittadina del mobile, ossia le ville Michela, Damiano e Gabriele, in grado di accogliere, complessivamente, una ventina di persone con disabilità di vario livello.
Per quanto concerne il progetto di Bonavicina, un forte impulso alla sua realizzazione è arrivato dal Pnrr. Sono state queste risorse, pari a circa 200mila euro, integrate con altri 50mila euro dalla coop, che hanno permesso il concretizzarsi dell’opera. È stato così ricavato un appartamento che può accogliere sei ragazzi di età differenti e con autismo. Gli ospiti di questa struttura saranno caratterizzati dall’avere un buon livello di autonomia.
«Tale alloggio – ha detto il presidente della cooperativa – è stato pensato come uno spazio di vita quotidiana, in cui gli ospiti possano sviluppare e consolidare le competenze personali e relazionali. In questo modo i ragazzi potranno sperimentare percorsi concreti di autonomia».
Il progetto di Villa Mary è andato ben oltre i confini del comune morubiano, come si è intuito dagli interventi delle varie autorità. Difatti al percorso di progettazione del nuovo alloggio hanno collaborato varie realtà. A cominciare dalla parrocchia, visto che l’appartamento è stato ricavato mediante la ristrutturazione del pian terreno della canonica della frazione.
Al percorso di co-progettazione, inoltre, ha collaborato anche la Fondazione Gobetti di San Pietro di Morubio ma anche le cooperative Don Angelo Righetti di Salizzole, e Anderlini di Cerea, oltre ovviamente ad Emmanuel.
Quest’ultima coop ha in particolare seguito da vicino la riqualificazione del piano terra della canonica, mentre l’intervento è stato seguito dall’architetto Piero Rodighiero per la pare progettistica, unitamente all’impresa edile Giuliano Tognetto per l’operazione “pratica” di sistemare l’immobile.
Se la parrocchia di Bonavicina ha avuto il merito di mettere a disposizione l’immobile in comodato d’uso alla coop bovolonese, il Comune di San Pietro di Morubio ha fatto la sua parte.
Il municipio locale, come ha ricordato il sindaco Vincenzi, ha sostenuto tale progetto non solo attraverso l’erogazione dei fondi Pnrr garantiti dall’Europa, ma con finanziamenti il cui scopo era acquistare gli arredi interni a Villa Mary.
Il primo cittadino morubiano ha sintetizzato così il valore dell’iniziativa: «Si tratta di un progetto che di fonda sull’inclusione, sull’autonomia e e sul valore della comunità».

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