La chiesa di Mazzantica protetta da uno Scudo Blu

L'egida Unesco per salvaguardare importanti monumenti

| DI Fabio Tomelleri

La chiesa di Mazzantica protetta da uno Scudo Blu
La chiesa di Mazzantica di Oppeano: una testimonianza di fede, il simbolo di un paese e, da domenica 6 settembre, anche un bene culturale da salvaguardare in caso di conflitti bellici. Le recenti guerre nell’Est Europa e in Medio Oriente, con il largo impiego di armi che possono facilmente raggiungere qualsiasi obbiettivo come i droni, oltre a riproporre scenari drammatici di violenza e di morte che si pensavano ormai, almeno in territorio europeo, materia del passato, hanno imposto una riflessione anche in nazioni considerate in pace, come l’Italia, riguardo le possibili conseguenze di un conflitto bellico.
Settantadue anni fa, nel 1954, le varie nazioni del mondo firmarono all’Aja, nei Paesi Bassi, una Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato. Realizzata sotto l’egida dell’Unesco, tale intesa impegna gli Stati aderenti, tra cui l’Italia, a pianificare e mettere in atto, in tempo di pace, tutte le misure opportune a salvaguardare i beni mobili e immobili di grande importanza per il patrimonio culturale dei popoli, rendendoli riconoscibili tramite lo Scudo Blu.
Nella pianura scaligera i principi di tale patto hanno trovato applicazione concreta, negli ultimi anni, grazie all’impegno dei volontari del Comitato del Basso Veronese della Croce Rossa Italiana (Cri), guidato da Luca Isalberti. Proprio questo sodalizio ha proposto ai vari Comuni del territorio di indicare e dotare di Scudo Blu i monumenti più significativi delle rispettive comunità.
Così, l’anno scorso, all’appello ha risposto per primo il municipio di Bovolone, applicando i primi Scudi Blu ai propri monumenti. A questo primo intervento, lo scorso maggio, ha fatto seguito la “scudatura” dei tre beni principali di Legnago, ossia il Teatro Salieri, il Museo Fioroni e il Centro ambientale archeologico di via Fermi.
Domenica 6 settembre la campagna di sensibilizzazione verso i beni culturali locali di Croce Rossa ha fatto tappa a Oppeano.
Il sindaco oppeanese Luca Faustini, affiancato da Isalberti, ha scoperto gli Scudi Blu posizionati, rispettivamente, sull’ex chiesa di Santa Maria degli Angeli con annessa torre civica, edificio del capoluogo che oggi è utilizzato come auditorium comunale intitolato al compianto ex parroco don Remo Castegini, e sulla chiesa parrocchiale di Mazzantica, la più piccola delle quattro frazioni oppeanesi.
L’installazione dell’insegna con lo Scudo Blu, dunque, ha fatto seguito alla delibera con cui il consiglio comunale della cittadina della Bassa, lo scorso 23 giugno, ha promosso l’apposizione di queste insegne nell’ambito della campagna culturale congiunta della Croce Rossa Italiana e dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci).
Don Silvio Zonin, amministratore parrocchiale di Mazzantica, prima dello scoprimento della targa ha spiegato l’importanza di questo tempio religioso, dedicato alla Natività di Maria e del quale si hanno notizie addirittura dall’XI secolo.
Fino al 1970 il nome di questa località era Mazzagatta, mutato poi in Mazzantica con decreto dell’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat su istanza dei residenti. «L’anno scorso – ha esordito don Zonin – abbiamo ricordato gli 890 anni della concessione del diritto di battesimo alla nostra chiesa. Mentre alcuni secoli più tardi venne consacrata. Anche se piccola e modesta, questa chiesa ha la sua dignità e l’installazione della targa con lo Scudo Blu oltre a rappresentare per questo luogo un segno di rispetto, gli fa assumere anche un valore per tutta la comunità civile».
Il primo cittadino Faustini ha osservato: «Con questi Scudi Blu abbiamo ripercorso quella che è la storia, il valore della storia e delle radici di ciò che ci ha reso una comunità. Si tratta di monumenti, come l’auditorium di Santa Maria degli Angeli e la chiesa di Mazzantica, che hanno accolto moltissime persone nel corso del tempo. La storia della parrocchiale della frazione non sta soltanto nei documenti d’archivio che abbiamo riscoperto negli ultimi anni, ma anche nelle opere d’arte che essa custodisce al suo interno».
Dal punto di vista storico, dopo aver ottenuto dal vescovo Bernardo il diritto di riscossione della decima nel 1136, la chiesa della Natività di Maria di Mazzantica, nel 1526, risultava retta come parrocchia da un cavaliere gerosolimitano. La navata della chiesa è trecentesca, mentre l’abside è di molto anteriore. La parrocchiale fu ampliata tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800 con la costruzione di due cappelle laterali. Da questa chiesa proviene pure il sacramentario dell’XI secolo custodito nella Biblioteca Capitolare di Verona.

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