“Dalla vacanza dei grandi valori è nato il valore della vacanza”: ancora negli anni ’60 Edgar Morin indicava una deriva della cultura occidentale allora appena accennata...
Assume caratteri di spiccata e inquietante attualità la lettura del libro di Giorgio Ferrari Il naufragio di Šostakovič, edito da Neri Pozza. Come indica precisamente il sottotitolo...
Il 150° anniversario della nascita del compositore Alexander von Zemlinsky (Vienna 1871-Larchmont 1942), autore di musica da camera, di drammi musicali e di alcuni capolavori sinfonici, può rappresentare una buona occasione per sintetizzare i caratteri della musica austriaca a cavallo tra i due secoli, di cui questo compositore fu illustre esponente...
“Gli storici cercano di ricostruire quello che è accaduto nel passato; i musicisti cercano di far accadere qualcosa oggi”. Questa frase di Richard Taruskin, uno dei più influenti musicologi del nostro tempo...
A volte i centenari servono davvero per ricordare qualcuno di grandissimo, di cui però il mondo pare non avere più memoria. Con il termine “il mondo”, ovviamente, non s’intende la comunità scientifica né quella dei musicisti...
Beethoven è nato il 16 dicembre del 1770 e quindi, a seconda dei punti vista, il suo 250° anniversario si è concluso a dicembre 2020, oppure in quella data si è inaugurato
Ecco un libro prezioso che ogni persona di cultura dovrebbe procurarsi al più presto: La bellezza della nuova musica, scritto dal pianista Emanuele Arciuli
Apprezzato giornalista de La Stampa di Torino, Alberto Mattioli ha appena pubblicato per Garzanti un sapido volume intitolato Pazzo per l’opera. Istruzioni per l’abuso del melodramma
Un concetto storiografico che ci pare stia alla base della corretta comprensione dell’opera di John Lennon (1940-1980), di cui si ricordano i quarant’anni dalla morte, è quello di “totalità” o “onnipervasività” della guerra fredda, nel senso che essa sconfinò dalle linee generali strettamente politiche e investì l’intero complesso delle sensibilità collettive, a maggior ragione nelle coscienze artistiche (così Guido Oldrini, a proposito del cinema americano del secondo dopoguerra).
“L’età d’argento”: così gli slavisti sono soliti denominare la fase della cultura russa che principia nell’ultimo decennio del 1800 e si protrae per un cinquantennio circa
L’arte degli Stati Uniti, con il suo carattere composito, contesto di tradizioni le più diverse per origini geografiche e temporali, pervade la nostra cultura su più livelli. Ma se per quanto riguarda la letteratura e il cinema l’americanistica è ben presente negli studi accademici, non altrettanto si può dire per ciò che riguarda la musica, specie per ciò che attiene la piena assunzione del jazz nell’ambito delle pratiche “alte”, e per queste degne di entrare in un canone di valore assoluto
Una riflessione a due voci sul senso della musica e su un capolavoro orchestrale della classicità: questo il contenuto di uno snello ma denso volume edito da il Mulino, Le sette parole di Cristo, nel quale Riccardo Muti e Massimo Cacciari illustrano senso, stile e forma delle Sette ultime parole di Cristo sulla croce di Haydn
Nella triade dei classici viennesi, il nome di Franz Joseph Haydn (1732-1809) è certo quello meno noto e meno eseguito, a fronte del cospicuo numero di libri e dischi dedicati invece a Mozart e a Beethoven
Sarà forse stato anche per un moto di ironia nera, per stupire e provocare, ma è noto l’aneddoto secondo il quale Brahms chiese di essere sepolto con un ritratto di Luigi Cherubini tra le mani...
Apriamo YouTube e cerchiamo “Allegro barbaro per pianoforte”, due minuti e mezzo di vitalismo ritmico puro che sgorga apparentemente spontaneo da una tradizione folclorica antichissima: può essere questo un buon modo per iniziare la conoscenza dell’arte di Béla Bartók (1881-1945), il massimo compositore ungherese contemporaneo, del quale ricorre il 75° anniversario della morte.
Con la pubblicazione di un cd dedicato a un florilegio di musiche da camera, prosegue la meritoria opera di diffusione delle opere di Nino Rota (1911-1979), compositore famosissimo ma solo per il suo apporto alla musica di commento cinematografica...
C’è qualcosa di colossale nel corpus sinfonico di Gustav Mahler, il grande compositore boemo che lo scorso 7 luglio ha festeggiato il 160° anniversario della nascita (1860-1911)...
Aveva un genio speciale Ennio Morricone, scomparso a Roma il 6 luglio scorso: quello di saper concepire profili melodici o ritmici netti, decisi, a volte in ampie campiture liriche, a volte in taglienti figure sincopate.
Pare che si svolgerà ugualmente, pur in versione riveduta e corretta, lo storico Festival di Salisburgo, che compie in questo sciagurato 2020 i cento anni dalla fondazione...
La figura di Francesco Durante (1684-1755) occupa uno spazio di assoluto rilievo nella storia della musica europea. Oggi conosciuto unicamente da una ristretta cerchia di studiosi e appassionati di musica barocca, in vita fu tra i più rinomati insegnanti di composizione del continente, nonché richiestissimo compositore di musica sacra.
Aveva principiato la sua carriera musicale come bambino prodigio il compositore Bruno Maderna (Venezia 1920 – Darmstadt 1973), di cui lo scorso 21 aprile si è celebrato il centenario della nascita...
Inutile negarlo: in questi giorni drammatici, il pensiero più volte è tornato alle letture classiche della nostra scuola, le quali raccontino la lotta dell’uomo contro la malattia...
Concerti annullati, recite d’opera saltate: l’epifenomeno del contagio si può calcolare anche dal punto di vista della cultura musicale. E si verifica in una fase storica in cui la fruizione della musica e la sua economia – diversamente da quanto accadeva dagli anni ’60 ai ’90 – passa assai più dallo spettacolo dal vivo di quanto non si appoggi all’incisione discografica: cosa che vale sia per la musica colta che per quella popolare...
Da poco nei negozi, finalmente è disponibile dopo quasi vent’anni la ristampa di un’esecuzione operistica di spiccato rilievo culturale, la Cassandra di Vittorio Gnecchi (1876-1954), edita dall’etichetta Nar Classical a partire dalla vecchia e introvabile edizione Agorà dell’anno 2000.
L’estate è l’occasione propizia per accostarsi a un capolavoro della musica novecentesca che richiede il giusto spazio mentale libero, approfittando del tempo festivo da dedicare all’edificazione di sé. Parliamo di un ciclo di Lieder (canzoni d’arte) che vide la luce esattamente 110 anni fa: Il libro dei giardini pensili (Das Buch der hängenden Gärten), intonato sulla serie poetica di Stefan George da Arnold Schönberg nel 1909.
Il recente concerto di Ennio Morricone in Arena, nonché la rappresentazione alla Scala, in questi giorni, dell’opera Die tote Stadt di Korngold (che fu anche tra i maggiori compositori di musica per film della Hollywood classica) ci spinge ad alcune considerazioni rapsodiche riguardo alla musica per il cinema...
«Il Sindaco della città di Verona consegna la Medaglia della Città alla memoria del Maestro Peter Maag nel centenario della nascita (Sankt Gallen 1919 – Verona 2019), quale segno di riconoscenza di tutta la comunità, per l’onore di essere stata da lui considerata propria città adottiva, e quale testimonianza d’impegno a perpetuarne il pensiero e il grande profilo artistico nell’opera voluta dal Maestro Nicola Guerini con il Fondo Peter Maag di Verona e in quella delle Istituzioni da lui e a lui ispirate».
Lo spazio di Hector Berlioz (1803-1869), nell’ambito della cultura europea, è vasto, ramificato, espandendosi dalla musica alla poesia, dal teatro alla narrativa, fino alla riflessione critica, alla saggistica, all’estetica: siamo in presenza infatti di uno di quei geni che segnano un’epoca, andando oltre il luogo deputato della loro disciplina per costruire un orizzonte di senso e cultura di ampiezza inusitata, edificando un’opera che può a buon diritto porsi come “critica della cultura” del proprio tempo, e in egual modo fornendo prospettive visionarie per lo sviluppo dell’arte futura.
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