Il Calciastorie
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Ma La canzone del sole non suonatela a centrocampo

Tra il dire e il fare c’è di mezzo l’opera incompiuta. In questo siamo specialisti perché – possiamo dirlo con orgoglio – ci prepariamo sin da piccoli...

Parole chiave: Il Calciastorie (121), Lorenzo Galliani (55), Sport (138), Calcio (132)

Tra il dire e il fare c’è di mezzo l’opera incompiuta. In questo siamo specialisti perché – possiamo dirlo con orgoglio – ci prepariamo sin da piccoli. Iniziamo con la camera dei giochi messa quasi a posto, il letto un po’ rifatto, i compiti iniziati e non finiti, che anticipano l’esame universitario preparato con la tecnica del “quel capitolo lì no, il prof non lo chiede mai”. Diventiamo quasi chitarristi: il “fa diesis minore” è troppo difficile da fare, e dopo aver strimpellato per trecento volte La canzone del sole, che ha accordi più semplici, ci stufiamo. E magari quasi laureati, o quasi turisti perché all’ultimo la vacanza dei sogni è saltata, mannaggia. Qualcuno riesce a realizzare delle eccellenze in tema: ecco quindi la galleria senza uscita, il ponte non concluso. Così tante che il ministero delle Infrastrutture non è ancora riuscito a censirle tutte (l’elenco delle opere incompiute è a sua volta incompiuto: un capolavoro!). A questo punto si potrebbe parlare di un quasi gol o di una quasi parata che non è servita a niente. Esiste però un prato, in Cina, che forse è il quasi campo da calcio più bello del mondo. È all’interno della Yucai High School di Pechino. Bambini e ragazzi si allenano con gusto: il prato farebbe invidia a chi è abituato al campetto tutto zolle e sassi, dove anche il pallone più rotondo rimbalza come se fosse una palla da rugby. Ci si mette gli scarpini al centro del campo, perché lì c’è sempre ombra. Non per colpa di una nuvola fantozziana, ma di un albero centenario. Troppo rischioso spostarlo: così è rimasto lì, come se le linee bianche, porte e bandierine fossero lì per lui. Si gioca sempre a pallone, possiamo immaginare con qualche piccola variante: si può superare l’avversario scagliando la palla contro il tronco e riprendendola più avanti, per esempio, o ci si può nascondere aspettando il momento giusto per un inserimento in avanti, sorprendendo gli avversari. Bisogna stare invece attenti con i lanci lunghi: i rami potrebbero intercettarli. L’importante è che contro il tronco ci finisca il pallone, e non un giovane calciatore, magari per lo slancio dopo un contrasto. Ma quello resta, senza dubbio, un bel campo da calcio, perché non supera i regolamenti ufficiali, ma i bambini possono divertirsi lo stesso. Anche i nostri “quasi”, al lavoro come in famiglia, non tolgono il bello che c’è, che possiamo fare. E comunque La canzone del sole è proprio una bella canzone, e io la so suonare.

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