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Una Chiesa sinodale che annuncia la bellezza e la gioia del Vangelo

di REDAZIONE

La lettera del Vescovo per l'apertura della fase diocesana del percorso sinodale

Parole chiave: Sinodo (9), Chiesa veronese (5), Diocesi di Verona (15)
Logo del Sinodo diocesano che riporta una trama di fili colorati che formano una croce e la scritta "Ricucire comunità, ritessere la speranza. Cammini sinodali"

di REDAZIONE

Lo scorso 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, il Vescovo ha inviato al Popolo santo di Dio che vive nella Diocesi di Verona questa lettera che pubblichiamo integralmente.

Carissimi e carissime,
il Santo Padre Francesco ha indetto per la Chiesa uno speciale Sinodo dal titolo «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione», volendo aiutare tutto il popolo di Dio a riflettere e confrontarsi sullo stile della vita ecclesiale e sul modo di vivere l’essere Chiesa. Ci sarà una celebrazione di apertura a livello di Chiesa Universale il prossimo 10 ottobre e poi vivremo una celebrazione a livello diocesano il 17 ottobre in Cattedrale con i rappresentanti delle comunità parrocchiali, delle associazioni ecclesiali, del clero e dei religiosi e religiose.
Secondo le indicazioni offerte dal documento preparatorio “Questo itinerario, che si inserisce nel solco dell’«aggiornamento» della Chiesa proposto dal Concilio Vaticano II, è un dono e un compito: camminando insieme, e insieme riflettendo sul percorso compiuto, la Chiesa potrà imparare da ciò che andrà sperimentando quali processi possono aiutarla a vivere la comunione, a realizzare la partecipazione, ad aprirsi alla missione” (DP n. 1).
Anche la nostra Chiesa particolare avverte questa scelta del Papa come una occasione speciale per sperimentare in modo sereno il confronto non solo all’interno delle nostre realtà pastorali, ma anche con i fratelli e le sorelle che vivono sulla soglia della Chiesa o nel cortile del mondo e possono diventare uno stimolo per verificare in maniera ancora più profonda la nostra identità di discepoli del Risorto.
Verranno indicate alle comunità parrocchiali, alle comunità religiose maschili e femminili, alle associazioni e aggregazioni laicali i tempi e i modi con cui si svolgerà questo cammino sinodale che avrà tre fasi: narrativa (2021-23), sapienziale (2023-24), profetica (2024-25).
Siamo chiamati a riscoprire la gioia di dare ragione della speranza che è in noi (cfr 1 Pt 3,16) come comunità di discepoli del Signore che cammina sui sentieri del mondo annunciando la gioia e la bellezza del Vangelo di Cristo Risorto, ascoltando la voce del Maestro che ci manda ad essere riflesso della sua presenza attraverso la testimonianza con parole e scelte concrete.
Chiedo quindi a tutti i presbiteri e i responsabili delle realtà pastorali, ai superiori delle comunità religiose, di accogliere questo invito del Santo Padre a mettersi in cammino, ad entrare in modo ancora più pieno nello stile sinodale che in certa parte si sta vivendo, nella nostra diocesi, attraverso il cantiere delle Unità Pastorali e i diversi cammini formativi per la ministerialità nella Chiesa proposti dai Centri di Pastorale e dagli Uffici diocesani, perché le occasioni di ascolto e confronto che verranno predisposte trovino tutti concordi nella ricerca attenta di quello che lo Spirito vuole dire alla Chiesa, disponibili a camminare insieme condividendo le risorse e accogliendo anche la diversità di idee e di prospettive, pronti a lasciarsi provocare dalla Grazia per ritessere insieme l’identità della Chiesa di Cristo, coraggiosi nel lasciarsi provocare dalla novità di Dio e facendo delle nostre comunità degli otri nuovi che accolgono il vino nuovo dello Spirito per donarlo al mondo affinché si rallegri il cuore dell’uomo (Lc 5,36-39).
Per ognuno sarà, forse, l’occasione per abbandonare i propri punti di vista, i pregiudizi sui fratelli e sulla realtà ecclesiale, imparando a riscoprire la bellezza che le comunità cristiane esprimono pur dentro i limiti umani, la forza di amore che viene espressa nella comunione fraterna autentica anche se ancora imperfetta, la gioia dell’essere fratelli e sorelle nella fede condividendo lo stesso pane dell’Eucaristia senza comunque sentirsene i padroni, la potenza guarente della accoglienza reciproca capace di donare la Parola che solamente illumina il cammino della vita, nella docilità a leggere la parola che lo Spirito scrive nel cuore di ogni persona (Cfr. Sal 104,15).
Il cammino che ci viene chiesto di intraprendere non è, quindi, un evento da organizzare o strutturare con attenzione, ma è una esperienza spirituale che domanda a ciascuno di essere docili alla azione misteriosa della Grazia, di essere disponibili a quello che lo Spirito Santo vuole mettere nel nostro cuore, perché questo cammino sinodale desidera «far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani» (DP n. 32).
Iniziamo fin da subito ad invocare il dono grande dello Spirito Santo così come la Chiesa Madre ci insegna a fare e supplichiamolo ogni giorno con la preghiera. Ogni sessione del Concilio Vaticano II si apriva con l’invocazione: Adsumus Sancte Spiritus, le prime parole dell’originale latino che significano: “Noi stiamo davanti a Te, Spirito Santo”, che è stata storicamente usata nei Concili, nei Sinodi e in altre riunioni della Chiesa per centinaia di anni, ed è attribuita a Sant’Isidoro di Siviglia (560 circa - 4 aprile 636). Questa formula rivista e ritradotta può accompagnare il nostro cammino e aiutarci a spalancare il cuore all’azione del Paraclito perché si compia in noi e nelle nostre comunità quello che il Signore desidera.

Siamo qui dinanzi a te, Spirito Santo:
siamo tutti riuniti nel tuo nome.
Vieni a noi, assistici, scendi nei nostri cuori.
Insegnaci tu ciò che dobbiamo fare,
mostraci tu il cammino da seguire tutti insieme.
Non permettere che da noi peccatori sia lesa la giustizia,
non ci faccia sviare l’ignoranza,
non ci renda parziali l’umana simpatia,
perché siamo una sola cosa in te
e in nulla ci discostiamo dalla verità.
Lo chiediamo a Te, che agisci in tutti i tempi e in tutti i luoghi,
in comunione con il Padre e con il Figlio,
per tutti i secoli dei secoli. Amen

Mentre ci prepariamo ad iniziare questo cammino sinodale, benedico ogni comunità e ciascuno di voi invocando su tutti la materna intercessione della Vergine Maria, in modo speciale venerata con il titolo di Madonna Addolorata nel santuario diocesano della Madonna della Corona che celebra in questo anno il cinquecentenario. La grazia del Signore sia con tutti voi fratelli e sorelle!

 † Giuseppe Zenti
Vescovo di Verona

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