Non fare la timida!

E la chiamano estate… cantava Bruno Martino un milione d’anni fa. Canzone che guardava al futuro: s’immaginava quella del 2018, che non ha nessuna voglia di fare il suo dovere. C’è appunto bisogno di una serenata per invogliarla a fare capolino. Perché se non ci regala l’afa (di cui ci lamenteremo in un prossimo Caffè), il sole che brucia, le notti passate in terrazza, le cicale che ci svegliano alle prime luci dell’alba, c’è il rischio che arrivi giusto il tempo per salutare, e lasciarci il non benvenuto autunno. Lo faccia almeno per i venditori di angurie, che non sanno se tenere botta o convertirsi al vin brulè.

| DI Nicola Salvagnin

Non fare la timida!
E la chiamano estate… cantava Bruno Martino un milione d’anni fa. Canzone che guardava al futuro: s’immaginava quella del 2018, che non ha nessuna voglia di fare il suo dovere. C’è appunto bisogno di una serenata per invogliarla a fare capolino. Perché se non ci regala l’afa (di cui ci lamenteremo in un prossimo Caffè), il sole che brucia, le notti passate in terrazza, le cicale che ci svegliano alle prime luci dell’alba, c’è il rischio che arrivi giusto il tempo per salutare, e lasciarci il non benvenuto autunno. Lo faccia almeno per i venditori di angurie, che non sanno se tenere botta o convertirsi al vin brulè.

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