La Repubblica del cavolfiore

Qualcuno si offese molto, quando Gianni Agnelli apostrofò la nostra come una Repubblica delle banane. È vero: banane qui non se ne producono. Allora sarebbe meglio dire: la Repubblica dei cavolfiori, pensando al fatto che, a dieci giorni dalle elezioni, 10 seggi alla Camera e 7 al Senato devono ancora essere assegnati. E finché non lo sono, il Parlamento non potrà partire. Oddio, anche se parte in ritardo, non si farà gran danno. Ma che pure per assegnare le poltrone più alte d'Italia occorrano i tempi biblici che noi cittadini conosciamo bene per ogni nostra pratica burocratica... Ecco: togliamo pure i fiori. È una Repubblica del cavolo.

| DI Nicola Salvagnin

La Repubblica del cavolfiore
Qualcuno si offese molto, quando Gianni Agnelli apostrofò la nostra come una Repubblica delle banane. È vero: banane qui non se ne producono. Allora sarebbe meglio dire: la Repubblica dei cavolfiori, pensando al fatto che, a dieci giorni dalle elezioni, 10 seggi alla Camera e 7 al Senato devono ancora essere assegnati. E finché non lo sono, il Parlamento non potrà partire. Oddio, anche se parte in ritardo, non si farà gran danno. Ma che pure per assegnare le poltrone più alte d'Italia occorrano i tempi biblici che noi cittadini conosciamo bene per ogni nostra pratica burocratica... Ecco: togliamo pure i fiori. È una Repubblica del cavolo.

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