Tra la folla innumerevole degli «innamorati di Maria» notiamo: Sant’Efrem, eremita e poeta siro, il primo cantore della Vergine: «Mia santissima Signora, gloria di tutto il genere umano». San Cirillo di Alessandria difende durante il Concilio di Efeso (431) il titolo di «Maria Madre di Dio». San Bernardo di Chiaravalle, definito da Dante il «Cavaliere della Madonna», celebra Maria con un ardore ineguagliabile, rendendo popolare il nome di «Madonna». Dante, il grande poeta della Divina Commedia, scrive il più bel inno mariano, che così inizia: «Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura». San Luigi Maria Grignion de Monfort scrive: «Maria è il paradiso di Dio». San Giovanni Bosco rende popolare nel mondo la devozione a Maria «Aiuto dei cristiani», e attribuisce tutta la sua opera all’aiuto di Maria. Charles Péguy, poeta francese, scrive «Maria è la più vicina a Dio, perché è la più vicina agli uomini». San Massimiliano Kolbe, francescano polacco morto in un campo di concentramento, fonda la «Milizia di Maria Immacolata» e poi la rivista «Il cavaliere dell’Immacolata».
Il Petrarca celebra Maria come colei «ch’alluma questa vita e l’altra adorna». Il Manzoni torna più volte sul tema di Maria, definendola «Stella ai periglianti scampo». In un componimento quasi improvvisato scrive: «Per te, o Madre, siamo fratelli / di Colui che ci creò». E racconta con parole sue l’episodio della visita di Maria a Elisabetta, che sta al centro del Vangelo di oggi.
La pagina dell’evangelista Luca ha due vertici: l’espressione «Beata colei che ha creduto»: chiave che ci dischiude l’intima realtà di Maria. Nelle parole della cugina Elisabetta si notano una benedizione e una beatitudine. La benedizione è stata adottata dalla più celebre preghiera mariana, l’Ave Maria: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo». Nel grembo di Maria si realizza la presenza suprema di Dio in mezzo agli uomini. Lei è la tenda perfetta dell’alleanza tra Dio e il suo popolo, il tempio definitivo della presenza di Dio. C’è poi la prima beatitudine dei Vangeli, che suona letteralmente: «Beata la credente». Altro splendido titolo mariano. Delinea la risposta personale di Maria: all’immediata disponibilità a Dio nel «Sì» dell’Annunciazione segue la concreta disponibilità alla cugina Elisabetta dove Maria è presentata come «colei che crede nella parola efficace di Dio». La tradizione orientale ha voluto rappresentare in moltissime icone la figura di Maria come «Odigitria», ovvero come «Colei che indica la strada» della fede nel Cristo suo Figlio.
Quadro: Tiziano Vecellio, Assunta (particolare), 1516-1518, Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari (Venezia)