Un concerto, una Messa solenne presieduta dal vicario generale della Diocesi mons. Osvaldo Checchini e il pranzo preparato per 200 commensali hanno fatto da corona alle celebrazioni per la conclusione dei restauri conservativi dell’interno del duomo San Lorenzo. «Giornata di grande festa questa domenica 4 ottobre», sottolinea il parroco don Simone Bellamoli al suo secondo grande impegno dopo la ristrutturazione del Centro parrocchiale, «nella quale abbiamo reso grazie al Signore per le operazioni di restauro interno del nostro duomo. Durante la Messa è stata anche benedetta una targa che sarà affissa all’entrata della chiesa in memoria di questa preziosa opera di tutela e valorizzazione della “casa del Signore” nella nostra comunità».
Sulla targa si legge: “«La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo. Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi». A ricordo della conclusione del restauro conservativo del duomo di Pescantina dedicato a San Lorenzo martire, 4 ottobre 2026, sotto il pontificato di Papa Leone XIV, essendo Vescovo di Verona Mons. Domenico Pompili, la comunità parrocchiale in festa innalza il suo grazie”. L’opera di restauro è durata 19 mesi, dalla fine di ottobre del 2024 al maggio scorso. Un intervento ormai improcrastinabile, date le condizioni di molte parti dell’edificio al suo interno. L’operazione è stata possibile grazie al contributo di 120mila euro derivato dall’8xmille alla Chiesa cattolica, cui vanno aggiunti 102mila euro stanziati dalla Sovrintendenza di Verona, oltre alla generosità di molti parrocchiani che hanno contribuito in varie forme a sostenere le spese di restauro che ammontano a 461mila euro. Dentro questa cifra sono confluiti anche i proventi della vendita di un rustico di proprietà parrocchiale per 75mila euro. Il progetto è stato coordinato dall’arch. Barbara Vinco e i lavori sono stati realizzati dalla ditta Tisato restauri. «Un grazie ancora ai parrocchiani che hanno contribuito alle spese e a quanti si sono spesi nei lavori di restauro, agli alpini, ai cuochi e ai numerosi volontari che si sono prodigati per la felice riuscita dell’evento» conclude don Simone.