Una nuova pagina si apre per la parrocchia di Padenghe sul Garda. Sabato 19 settembre la comunità ha accolto don Damiano Fiorio, chiamato a raccogliere il testimone da don Enzo Bottacini, che ha salutato i fedeli lo scorso 6 settembre dopo la nomina a direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per la pastorale della famiglia. Un passaggio che segna l’inizio di un nuovo cammino pastorale, ma che si inserisce nella storia di una comunità viva e radicata, pronta ad accompagnare il nuovo parroco nei prossimi anni. Don Damiano Fiorio, 47 anni, è nato a Isola della Scala ed è originario di Vigasio. Ordinato sacerdote nella Cattedrale di Verona dal vescovo Flavio Roberto Carraro il 7 maggio 2005, nel corso del suo ministero ha svolto diversi incarichi pastorali: è stato vicario parrocchiale a Cristo Risorto in Bussolengo e successivamente a Castel d’Azzano, quindi parroco di Forette e responsabile della pastorale giovanile di Castel d’Azzano, Azzano e Rizza. Ha poi prestato servizio come parroco a Bovolone, quindi a Domegliara, Ceraino, Ponton e Volargne, fino all’esperienza più recente a Lonato del Garda e Campagna di Lonato, dove è stato co-parroco dal 2022, assumendo dallo scorso febbraio anche l’incarico di amministratore parrocchiale di San Martino della Battaglia. A sottolineare il significato di questo passaggio è stato il Vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili, che ha invitato la comunità a riconoscere nel nuovo parroco soprattutto un compagno di cammino: «Dopo don Enzo, abbiamo don Damiano. Il buon Pastore è soltanto Gesù, che si impersona nei vari parroci per portare la Parola». E proprio a don Damiano ha rivolto un augurio preciso: «Di camminare sulla via della vita con la sua simpatia, concretezza e disponibilità, perché possa camminare non solo sulla via del merito, ma anche su quella del bisogno». Parole che sembrano trovare una prima risposta proprio nelle intenzioni del nuovo parroco. Don Damiano Fiorio arriva a Padenghe con entusiasmo, ma anche con la consapevolezza che ogni nuova esperienza pastorale richiede tempo, ascolto e conoscenza reciproca. «Pronti alla partenza!», scherza. «Sono come il chirurgo: arrivo e metto i guanti quando tutto è pronto», racconta con una battuta, «ma siete voi della comunità che preparate tutto ciò che serve. Quindi è corretto darvi il merito». Un’immagine che restituisce bene il suo desiderio di non arrivare con ricette già confezionate, ma di inserirsi in una realtà che ha una propria storia, energie e responsabilità. Il nuovo parroco chiede soprattutto di poter essere conosciuto senza fretta: «Vorrei che abbiate modo di conoscermi piano piano, con il giusto tempo di raccontarci a vicenda. Proviamo a fidarci l’uno dell’altro». Un invito che contiene già una delle parole chiave del suo ministero: la relazione. La comunità di Padenghe lo accoglie infatti mettendo al centro proprio la dimensione dell’incontro: «Un caloroso benvenuto, per un nuovo cammino pastorale. Sei un pastore che mette al centro la relazione umana, l’ascolto e la voglia di camminare insieme, senza lasciare indietro nessuno». E non nasconde le proprie aspettative: «Trovi una comunità viva, con tanti giovani e persone disposte a mettersi a disposizione. Ti chiediamo di essere te stesso in mezzo a noi. Da oggi questa è la tua casa e noi la tua famiglia». Anche l’amministrazione comunale guarda con favore all’arrivo del nuovo parroco. Il sindaco Albino Zuliani ha sottolineato in particolare l’importanza di un proprio sacerdote alla guida della comunità, una presenza che, nel contesto attuale, «non è così scontata» e rappresenta un punto di riferimento importante per il paese, non soltanto per la vita religiosa. L’emozione personale del nuovo parroco racconta il significato di questo nuovo inizio. A 21 anni dall’ordinazione, don Damiano confessa: «Mi commuovo, dopo 21 anni di ministero, ancora qui a camminare in un percorso di fede».