La Casa della Gioventù è rinata a nuova vita

Inaugurata dal Vescovo dopo il restauro la struttura di San Michele che da più di 60 anni è un centro di aggregazione sociale e culturale per l’intero quartiere

| DI Francesca Saglimbeni

La Casa della Gioventù è rinata a nuova vita
Dieci mesi di lavori per un restyling perfetto. Ed ecco la nuova Casa della Gioventù presentata alla popolazione del quartiere di Santa Lucia Extra, al termine dei lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza. Il taglio del nastro si è tenuto domenica 15 marzo in presenza del vescovo Domenico Pompili a preludio della Messa durante la quale è stato amministrato il Sacramento delle Confermazione a diversi ragazzi della parrocchia. Oltre a un folto numero di parrocchiani e ai sacerdoti della comunità era presente il presbitero ortodosso Ivan Ruzhytsky. 
«Questo centro è stato sempre il fulcro del quartiere – spiega il parroco moderatore don Franco Dal Dosso –. Fu voluto da don Giuseppe Zanetti che lo fece edificare attorno al 1960, per rispondere alle esigenze di un quartiere che proprio in quegli anni stava vivendo una forte espansione. Santa Lucia stava diventando sempre più popolosa e importante e si sentiva la necessità di creare uno spazio di aggregazione dedicato in particolare ai giovani e alle attività della comunità parrocchiale. Accanto a questa realtà sorgeva anche il noto cinema Alba, altro punto di riferimento culturale e sociale per gli abitanti della zona».
Dopo oltre sessant’anni di utilizzo, l’intero complesso – uno stabile di quattro piani di circa 250 mq ciascuno – necessitava di un intervento significativo, sia per la presenza di un’impiantistica ormai datata sia per l’esigenza di rispondere a nuove forme di aggregazione e attività. Oltre alla sala già destinata al Coro Foroni e al Coro Giovani, per esempio, «è stata ricavata una sala prove aggiuntiva per ragazzi e ragazze che vogliono fare musica insieme». Per il resto si continueranno a svolgere le attività di catechesi e ad ospitare la sede della Fidas, l’associazione dei donatori di sangue. Un’altra novità è la creazione, nel sottotetto, di sei camere e sei bagni con destinazione di accoglienza. 
«Per rendere possibile la ristrutturazione completa della Casa della Gioventù si è deciso di alienare una parte dello stabile, che comprendeva un bar e tre appartamenti. Questa scelta ha permesso di reperire le risorse per intervenire sull’intera struttura, restituendole nuova vita e rendendola più funzionale e moderna. Oltre alla dotazione di tecnologie avanzate di domotica – prosegue il parroco di Santa Lucia Extra – è stata infatti migliorata con l’aggiunta di un ascensore che ora ne fa uno stabile accessibile anche ad anziani e persone con disabilità». Lorenzo Didonè, nelle vesti di membro del Consiglio per gli affari economici della parrocchia, ha spiegato il ruolo storico assunto nel tempo dalla Casa della Gioventù e ha offerto una visione di quello che potrebbe essere il suo prossimo futuro. 

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