«Il parroco non esiste senza la parrocchia e il cambiamento che implica il passaggio da un pastore all’altro coinvolge inevitabilmente tutta la comunità». Così il vescovo di Verona Domenico Pompili, nell’omelia di mercoledì 23 settembre, dall’ambone della chiesa di San Pio X, nel quartiere della Biondella, in occasione dell’ingresso di don Davide Bisognin subentrato a don Claudio Savio.
Nel brano evangelico Luca riferisce che Gesù chiama i Dodici e li invia ad annunciare il Regno di Dio e a guarire le ferite dell’umanità, «come a dire che annuncio e guarigione sono inseparabili – ha spiegato il Vescovo –. Il Vangelo è chiamato a raggiungere le persone, a mettersi in cammino e a generare vita. Non sopporta la stanzialità: corre, cammina e chiede di muoverci. Per questo il cambiamento può diventare un’occasione per ricordare che tutti siamo “sulla via”, dentro una realtà sempre incompiuta, che richiede di essere percorsa nuovamente, passo dopo passo. E il cammino non dipende soltanto dalle nostre forze: è Dio che ci fa camminare».
Il testo mette poi in evidenza quali sono i modi di essere di colui che è chiamato alla missione. “Disse loro [Gesù]: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite»”. «È un’immagine che richiama alla povertà dei mezzi quale povertà dell’autentico evangelizzatore, il quale non si affida a strumenti di potere, ma alla qualità del proprio donarsi. Quanto più siamo poveri, disarmati e disponibili, tanto più può nascere l’accoglienza. Ciò significa che occorre mettere in conto anche il rifiuto, senza scandalizzarsi», ha detto Pompili affiancato dai concelebranti don Davide Bisognin e don Piergiorgio Soardo, vicario urbano di Verona Nord-est. Il brano di Luca si conclude richiamando il potere del Vangelo, «che guarisce dalla pazza presunzione di salvarsi da se stessi. Il Vangelo ci libera dall’illusione di poterci salvare con le nostre sole forze. Per questo il Vangelo è, per tutte le età, una lenta e sapiente educazione a non confidare in noi stessi, ma unicamente in Dio. E accogliendo don Davide vorrei che tutti insieme tornassimo a scommettere sulla qualità del Vangelo».
«Con grande gioia questa sera ho fatto il mio ingresso in questa parrocchia di San Pio X», ha poi comunicato, al termine della celebrazione eucaristica il nuovo parroco, nato nel 1970 a Lonigo (Vicenza) e ordinato prete a Verona dal vescovo Nicora nel 1996 per l’Ordine dei Frati minori. «Sarò qui con voi, sacerdoti, consacrati e tutti voi presenti qui questa sera. Una festa doppiamente significativa, in quanto la Chiesa oggi celebra la memoria di un altro san Pio, ossia il frate cappuccino di Pietrelcina così amato in tutto il mondo. Credo che anche questa coincidenza non sia casuale per me, perché io vengo dal mondo francescano. Di quella trentennale esperienza ho cercato di conservare la sensibilità e i valori di fondo. A papa Pio X e a padre Pio chiedo la grazia di essere anch’io un innamorato di Gesù Cristo e di esserlo sempre, nella fedeltà del quotidiano. Ma a voi, cari parrocchiani, chiedo di aiutarmi ad essere sempre un buon pastore delle nostre anime e a non venire assorbito troppo dalle cose amministrative, che non mancano mai nella complessa gestione di una parrocchia». Incardinato nella nostra diocesi nel 2022, don Bisognin è divenuto coparroco degli Angeli Custodi e dal 2023 fino all’ingresso a San Pio X è stato parroco moderatore di Santa Maria Regina, nel quartiere del Saval.