Domenica scorsa a Rosaro la comunità locale e quelle di Lugo, Stallavena e Alcenago si sono strette attorno a don Zeno Carazzolo, collaboratore parrocchiale, per festeggiare i suoi 65 anni di sacerdozio, unitamente alle parrocchie che, in questo lungo arco di tempo, hanno beneficiato della sua guida pastorale. Il 90enne sacerdote, ordinato prete da mons. Giuseppe Carraro il 2 luglio 1961 a Bonavicina, suo paese di origine, ha presieduto la Messa concelebrata da don Gianluca Cassin, parroco delle quattro comunità, e da mons. Pietro Maroldi, lui pure ordinato nel 1961, ma il 29 giugno in Cattedrale. Don Zeno durante l’omelia e al termine della celebrazione ha ringraziato commosso il Signore e tutti coloro che hanno gremito la chiesa di Rosaro, i suoi compagni di ordinazione, con un ricordo particolare per coloro che sono già saliti alla casa del Padre, e i suoi genitori che gli hanno donato la vita.
«Una storia, quella di don Zeno, ricca di attività intense e vissute; in primis, nella perenne prospettiva e finalità della crescita spirituale e sociale dei più deboli», ha evidenziato Paolo Losa nel porgere il suo augurio a nome della comunità.
Don Carazzolo, dopo le esperienze come curato a Dossobuono, Nogara e Golosine, nel 1970 è partito per l’Uruguay come missionario fidei donum. Nel Paese latino-americano ha guidato le parrocchie di Guichón, fino al 1974, e poi di Salto, fino al 1979. Tornato in Italia, è stato per un breve periodo collaboratore nella parrocchia della Madonna della Fraternità, quindi a Roma ha seguito il corso di formazione Ceis per il recupero dei tossicodipendenti. È stato poi parroco di Bosco di Zevio (1982-86), Marchesino (1986-98), Trevenzuolo (1998-2001) e Fagnano (2001-03), «parrocchie nelle quali, con il consueto spirito aperto ai problemi prioritari, si è posto a servizio dei più deboli e fragili», ha sottolineato Losa. In seguito di nuovo in Uruguay in entrambe le comunità dove era stato negli anni Settanta, ovvero Guichón (fino al 2009) e poi Salto (fino al 2022). Quindi il ritorno in Italia nella comunità “L’ascensione” di Rosaro, dove vive insieme a mons. Luigi Verzé e mons. Ottavio Todeschini, intervenuti al termine della celebrazione. «Oggi, trasformando la nostra chiesa di Rosaro in una piccola cattedrale, abbiamo celebrato con una Messa solenne la festa cristiana per e con questo nostro amico. Un prete portatore instancabile della fede fino ai luoghi più lontani; e, soprattutto, delle idee e delle convinzioni nate dalle sue radici più profonde: quelle della semplicità e dell’umiltà», ha concluso Losa, ringraziando il Signore e don Zeno per la sua presenza e per il suo esempio di vita.
Le quattro comunità parrocchiali hanno donato al festeggiato il Cantico dell’umiltà, un libro di Giulio Busi sulla vita di san Francesco e una copia dell’enciclica di papa Leone XIV Magnifica Humanitas.
Al termine della concelebrazione sul sagrato della chiesa si è tenuto un momento di fraternità, seguito dal pranzo al centro parrocchiale al quale hanno partecipato i sacerdoti e i familiari di don Carazzolo.