In un clima di entusiasmo misto a commozione anche la comunità di Ognissanti, alla Croce Bianca, quartiere cittadino tra Borgo Milano e San Massimo, da domenica scorsa, 18 ottobre, ha un nuovo parroco. Il successore di don Germano Merzi, per nove anni “custode” della parrocchia, è don Paolo Arcaini, 65 anni, originario di Pozzo, frazione di San Giovanni Lupatoto, ordinato nel 1991.
Il cammino di don Arcaini è lungo e segnato da numerose tappe: dal 1993, due anni dopo l’ordinazione, è impegnato nell’Azione cattolica diocesana, di cui, da qualche anno, segue il settore adulti. Non solo: durante il suo ministero è stato vicario parrocchiale di Caprino, poi vicedirettore dei centri pastorali, quindi amministratore parrocchiale di Santa Maria in Organo, in città, per due anni co-parroco di Bovolone e per tre anni a Telepace. Dal 2011 al 2020, inoltre, è stato parroco di Corbiolo e Lughezzano, poi collaboratore a Tregnago, infine, dal 2023 fino a quest’ultimo nuovo incarico alla Croce Bianca, co-parroco di Santa Maria Regina al Saval.
“Ci rimbocchiamo le maniche, perché essere uomini e donne di fede non significa avere il naso rivolto in su. Gesù lo troviamo in ogni luogo dove vive una persona: negli incontri, nei poveri e negli ammalati, nei bambini e nei genitori, in chi collabora per l’edificazione della parrocchia, in chi prega accanto a noi durante la santa Messa”. Così scrive don Paolo in una lettera alla comunità della Croce Bianca, evidenziando l’importanza della cura e dell’attenzione nel costruire ogni relazione, perché in ogni persona, sottolinea, è possibile scoprire Dio.
Infatti, «una parrocchia è chiamata ad accogliere tutti, a prescindere dal censo, perché la dignità umana non si misura, ma si riconosce e l’economia non può mai prevaricare la persona», ha sottolineato il vescovo Domenico Pompili, rivolgendosi a don Paolo e all’assemblea raccoltasi in una chiesa gremita, durante l’omelia. «Nessun potere può abusare delle persone e il credente – ha continuato il Vescovo – d’altro canto, obbedisce solo alla sua coscienza, riconoscendosi, con intelligenza, parte di un tutto, membro di un unico corpo: la fede è sempre un processo comunitario, perché solo insieme agli altri si può coltivare la fede in Dio». E ha concluso con l’augurio – rivolto al neo-parroco e alla comunità della Croce Bianca – che «in un mondo sempre più in guerra e contrapposto, questa parrocchia sia il luogo in cui si impara ad amare. Per questo, vi invito a camminare insieme, mantenendo come fulcro e guida sulla strada l’amore, che viene da Dio e che è l’unica energia che ci manda avanti, facendoci guardare, con speranza, al futuro».
L’accoglienza al nuovo don è stata calorosa. Molti anche i parenti, gli amici e quanti lo hanno conosciuto e apprezzato nei suoi precedenti incarichi pastorali, che lo hanno accompagnato in questa nuova tappa del suo cammino sacerdotale. «Sappiamo che ogni cambiamento porta, molte volte, delle fatiche: per questo, don Paolo – assicura un rappresentante della comunità – vogliamo aprirti le porte non solo della nostra chiesa, ma anche del nostro cuore. Ti chiediamo di camminare al nostro fianco ed essere, per noi, padre, fratello, guida».
Infine, don Arcaini, ringraziando tutti i presenti, quasi con le lacrime agli occhi per la commozione e con qualche tremolio nella voce: «Quella di oggi è davvero un’emozione forte e confesso che stanotte non ho quasi dormito. Tuttavia – ha continuato – mi sono sentito a casa fin da subito e questa è la prova che sono proprio le persone che, collaborando e intrecciando relazioni, fanno la differenza e rendono bella, facendola crescere, la parrocchia, la comunità cristiana e, perché no, la società nel suo complesso».
D’altronde, conclude nella lettera scritta alla comunità di Ognissanti, “partiamo in questa nuova avventura, con gli occhi capaci di vedere il Signore all’opera, con il cuore grande di chi vuol portare con sé l’immenso tesoro dell’amore di Dio verso tutti”.