È stata una celebrazione densa di emozioni ancora prima di avere il suo inizio ufficiale, quella presieduta da don Nicolò Dalla Riva nella chiesa parrocchiale di Illasi, domenica scorsa. Una festa iniziata da casa, a poche centinaia di metri dalla chiesa. Da lì, accompagnato dall’intero paese e sotto un bellissimo sole, don Nicolò si è diretto alla chiesa in processione insieme alla famiglia, agli amici e agli amministratori. Accompagnato anche dalla banda del paese e dai pistonieri di Badia Calavena, che hanno lasciato spazio poi al coro parrocchiale, al coro dei giovani e ai campanari che hanno suonato a festa. Un’accoglienza all’insegna delle radici e delle tradizioni, dunque. Ma anche una dimostrazione di affetto e stima da parte di chi lo ha visto crescere, questo giovane sacerdote pieno di passioni e di entusiasmo. Che si è preparato all’ingresso dopo aver ricevuto un regalo consegnato dal sindaco, Emanuela Ruffo: un’icona di San Giorgio, cui è dedicata la chiesa dove ha mosso i primi passi, fin da bambino, tra il percorso di fede e il volontariato attivo, con la Pro Loco di Illasi.
C’era tanta emozione anche tra i sacerdoti riuniti per concelebrare, insieme a numerosi chierichetti. «Don Nicolò porterà un nuovo slancio e la voglia di stare insieme, condividendo percorsi di fede e di amicizia, nella sua futura parrocchia», ha detto don Riccardo Pettene, suo compagno di studio in seminario e amico di lunga data, all’ingresso della chiesa, in attesa di accompagnarlo per l’inizio della celebrazione. Lui è stato ordinato lo scorso anno (oggi è vicario parrocchiale a Pescantina, ndr) e ha rivissuto la grande responsabilità di questa nuova fase della vita di don Nicolò, dedicandogli sulle pagine del nostro giornale una lettera scritta insieme all’amica Chiara Fuochi. «Siamo molto uniti. Posso confermare che la sua compagnia è un vero piacere: adora cucinare, è sempre pronto a scherzare e far ridere gli amici. Averlo alle feste e alle cene fa la differenza».
Lo stesso don Nicolò ha ricordato le sue passioni e le tappe che lo hanno portato fino a qui, al termine della Messa: la musica, il canto, l’intrattenimento, l’insegnamento. Un bagaglio culturale e umano per il quale ha espresso la sua gratitudine, insieme ai ringraziamenti rivolti alla famiglia, alla comunità, agli amici, ai sacerdoti con cui ha condiviso lo studio e la sua prima celebrazione.
Al termine della Messa i fedeli riuniti per la festa hanno ricevuto in dono un’immagine accompagnata da un versetto biblico: «“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici”, scrive l’evangelista Giovanni (15,13). Queste parole hanno mosso qualcosa in me, e voglio consegnarle a voi, con l’impegno di pregare per me, ma anche per le vocazioni future. Trovate su questo santino un’immagine creata da una persona a me vicina: Giovanni che appoggia il capo sul petto di Gesù. Ho avuto la grazia di sentirmi così anch’io. E nei giorni che hanno preceduto questa festa ho ripensato alle tante tappe vissute: qualche fatica e qualche dolore, certo, ma soprattutto gioia, amicizia, fede, affetto, occasioni di crescita, esperienze umane intense. So che tutto questo lo devo a Dio».
A fine mattinata, con la musica della banda in sottofondo, il sacerdote e i fedeli si sono intrattenuti in piazza davanti alla chiesa, in un momento conviviale organizzato dagli Alpini, dal circolo Noi e dalla Pro loco. Spiccavano i tanti amici: «Siete un dono grande», ha aggiunto don Nicolò, «perché mi aiutate a vivere l’umanità della normalità. Grazie per avermi salvato tante volte, scusate per le mie mancanze. Cerchiamo di camminare ancora insieme».