La comunità parrocchiale come cenacolo di unità. Uno spazio in cui, con l’aiuto dello Spirito Santo, costruire ogni giorno piccole oasi di pace e di riconciliazione per rispondere al deserto di solitudini creato dalle guerre.
A San Francesco all’Arsenale, domenica scorsa, lo Spirito del Signore ha soffiato più forte che mai, a giudicare dal clima di gioia percepito durante la celebrazione eucaristica per la solennità di Pentecoste e dal messaggio pregno di significati che il parroco don Federico Zardini ha voluto condividere con i fedeli in festa per i suoi trent’anni di sacerdozio.
«In quella che per la nostra parrocchia è la quarta domenica giubilare – ha detto Zardini al momento dell’omelia – celebriamo una doppia festa, andando a tradurre esattamente l’annuncio del Vangelo, il quale prima ancora che parlarci delle “sembianze” dello Spirito Santo, rappresentato ora come acqua, ora come fuoco, ora come un rombo, ci comunica il suo primo effetto. Che è quello di unire nella diversità. Perché lo Spirito Santo altro non è che il Dio che unisce; possiamo dire che lo Spirito Santo è la persona divina che cala Dio dentro di noi per parlare al cuore di ciascuno. Che personalizza il Vangelo di Gesù in ognuno di noi, e così facendo produce ogni volta risultati diversi. Ciò che, però, alla fine conta, è che pur parlando “lingue diverse” a seconda dell’uomo o donna che ascolta (il riferimento è al brano di Atti degli Apostoli 2,1-11), è che Egli è l’unico che può costruire l’unità tra fratelli. Il suo primo effetto è riunire tutti i credenti nell’unica famiglia dei figli di Dio, nonostante la diversità di ciascuno». Da cui l’appello ad ascoltare questa Persona viva che arde nel nostro essere, come una fiamma in grado di aiutarci in percorsi di costruzione quotidiana di pace, e i ringraziamenti a «famiglie, catechisti, giovani del gruppo corale e musicale, bambini e volontari che hanno preparato questa festa per il mio trentesimo anno da sacerdote», ha detto don Federico a fine Messa, citando i fratelli e altri familiari, ma anche e soprattutto al Signore, «che ci ha consentito di vivere un anno pastorale davvero ricco di occasioni gioiose. La nostra parrocchia – ha ricordato il festeggiato – ha infatti potuto celebrare contemporaneamente il giubileo per i 50 anni dalla sua costituzione e il giubileo francescano, in quanto chiesa francescana. Entrambi ancora in corso».
Quindi, dopo i ringraziamenti da parte del Consiglio pastorale per le tante iniziative condivise con don Federico, tutti nel cortile della chiesa a brindare e a collezionare foto e selfie davanti al taglio della torta. Una giornata indimenticabile per il presbitero nato a Verona 62 anni fa, proveniente dalla parrocchia di San Benedetto in Valdonega, perché a conclusione della festa l’allegro esercito di uomini e donne di San Francesco all’Arsenale ha allestito l’auditorium per la visione di uno scherzoso filmato ispirato al programma Chi l’ha visto?, una puntata “speciale” per uno scomparso (nella finzione) speciale (lo stesso Zardini) conclusasi con il ritrovamento del festeggiato.