Borgonuovo: gesti antichi e suggestivi per la dedicazione di chiesa e altare

All’inizio della celebrazione il Vescovo ha battuto con il pastorale sulla porta di ingresso

| DI Silvia Allegri

Borgonuovo: gesti antichi e suggestivi per la dedicazione di chiesa e altare
Ha preso inizio con un gesto suggestivo la cerimonia di dedicazione dell’altare e della chiesa della Beata Vergine Maria, in Borgo Nuovo. Il vescovo Domenico Pompili ha battuto con il pastorale sulla porta di ingresso, ancora chiusa, a simboleggiare soprattutto l’invito a entrare nel tempio di Dio che si apre davanti a quel “bastone” che dice autorevolezza e volontà di condurre il gregge dei fedeli alla salvezza (la parte dritta); il servizio a spronare i pigri e gli impenitenti (estremità appuntita); il desiderio di attirare i peccatori pentiti e gli smarriti (la parte curva)
La porta d’ingresso va così a segnare il confine tra il sacro e il profano, in questo inizio della celebrazione eucaristica, all’interno di una cerimonia sentita e ricca di gesti rituali unici.
È una storia intensa, recente eppure complessa, anche quella di questa chiesa. La precedente, costruita nel 1937-38, ampliata e allungata nel 1953, consacrata l’11 ottobre 1992 dall’allora vescovo Attilio Nicora, venne demolita nel 2016. Le celebrazioni si tennero provvisoriamente in un salone al piano terra del nuovo ricreatorio fino a quando, tra il 2017 e il 2018 è stata realizzata la chiesa attuale dedicata alla Beata Vergine Maria, quale completamento del rinnovamento dell’intero complesso parrocchiale, esito di un concorso di progettazione indetto dalla parrocchia nel 2007 per la riqualificazione dell’isolato urbano, comprendente la chiesa e le opere parrocchiali. Il progetto venne curato dagli architetti Carlo Ferrari e Alberto Pontiroli. La nuova chiesa, che dispone anche di una serie di spazi dedicati alle attività di catechesi, venne inaugurata e benedetta dal vescovo Giuseppe Zenti l’8 dicembre 2018 ed è nota anche come la chiesa del Villaggio, punto centrale e di ritrovo del quartiere, in costante crescita.
La celebrazione è stata scandita dal rito di dedicazione che si celebra una sola volta nella storia di ciascuna chiesa, e che affonda le radici nelle narrazioni dell’Antico Testamento, tramandate dalla testimonianza dei primi cristiani. E ha visto l’unzione dell’altare e delle croci all’ingresso della chiesa, con il sacro crisma, l’olio profumato e conservato in un’ampolla che viene utilizzato anche nei sacramenti del battesimo, della confermazione e dell’ordine; a questo momento è seguita l’incensazione, metafora dello spirito e delle preghiere che si innalzano al cielo. A rendere ancora più intenso ed emozionante il rito ha contribuito anche il buio in chiesa, luogo sacro e di raccoglimento che vede, poi, l’arrivo della luce piena a illuminare il tempio e i fedeli. Trovando la sua espressione più intensa e viva proprio nell’altare, che da pietra profana diventa ‘pietra viva’. Una pietra preziosa, per usare le parole della preghiera di dedicazione pronunciata dal Vescovo, «il segno di Cristo dal cui fianco squarciato scaturirono l’acqua e il sangue, fonte dei sacramenti della Chiesa».
Uniti nella preghiera, i fedeli, guidati dal parroco mons. Cosma Ambrosini, hanno potuto vivere un passaggio emozionante e desiderato da tempo. Come ha sottolineato il presule: «Questo è un momento lungamente atteso e coltivato nel cuore, nella mente e nella volontà. Un’attesa durata anni, che ha portato la metamorfosi della chiesa precedente». E ha aggiunto: «La dedicazione va vissuta con pienezza, e con gratitudine verso coloro che hanno reso possibile questa metamorfosi. Essa procede di pari passo con quella del quartiere che la ospita, testimone di grandi cambiamenti nel corso dei decenni; e anche del nostro modo di credere».

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