A Sant'Anna d'Alfaedo la Santa Famiglia portatrice di pace
La mostra delle natività allestita al Forte Monte Tesoro ha coinvolto le scuole del territorio
| DI Francesca Boari
Un luogo nato per la guerra diventa oggi un forte richiamo alla pace. Succede proprio a Forte Monte Tesoro, nel comune di Sant’Anna d’Alfaedo, dove – fino al 28 dicembre – la mostra dei presepi trasforma la fortezza militare in uno spazio di fraternità, speranza e artigianato.
Costruito tra il 1905 e il 1911, il forte sorge a 917 metri di altitudine sull’omonimo monte della Lessinia, in posizione dominante tra la valle di Prun e la Valpantena. «È stato acquisito dal Comune nel 2013 e restaurato tra il 2016 e il 2018 – spiega l’assessore Lino Ledri – con un importante intervento di riqualificazione volto a restituire alla struttura il suo aspetto originario. Oggi il forte è un museo completamente accessibile e visitabile su prenotazione».
Da presidio militare a luogo di cultura e comunità: una trasformazione che la rassegna “Natale a Forte Tesoro”, giunta alla terza edizione, mette in evidenza attraverso un ricco calendario di iniziative. Il percorso dei presepi – una trentina di opere – è disposto sui due piani della struttura. «Quest’anno – prosegue Ledri – si è puntato sul concetto di presepe diffuso: dall’opera posta all’ingresso, una natività racchiusa in un globo, si accede agli spazi interni, con il primo piano dedicato ai dipinti e il secondo alle opere presepiali, tradizionali o più originali. Importante anche il coinvolgimento delle scuole del territorio, che hanno contribuito a diffondere il valore della pace».
A raccontarlo è Costanza Meneghetti, referente della scuola secondaria di primo grado: «Abbiamo coinvolto tutte le sei classi lavorando sul tema del riciclo. Sono stati utilizzati materiali di recupero come cartoncino, tappi, fili di ferro ed elementi naturali. Il lavoro di gruppo ha favorito collaborazione e creatività, portando anche a riflettere sul tema della pace e sui diritti negati ai bambini nei contesti di guerra». Non a caso, uno degli slogan che accompagna le esposizioni recita: “Ogni anno ci sono sempre più guerre, ma nel nostro piccolo dobbiamo fare la pace”. All’entrata del forte è stato collocato un albero su cui i bambini possono appendere pensieri e messaggi; per loro è previsto anche un laboratorio di creta il 21 dicembre.
Tra le opere esposte si trovano presepi realizzati in tronchi intagliati e radici, o ancora in botti da vino. Suggestivo il presepe in pietra della Lessinia, riproduzione di via Pezze di Fane, o quello peruviano portato da una missione in Perù.
Tra gli artisti presenti, Luca Biasi, autore delle installazioni sul Corno d’Aquilio e nel porto di Lazise: «Ho rappresentato la Natività come un mondo, perché il messaggio cristiano abbraccia tutta l’umanità». La sua opera in ferro è affiancata dalle figure dei Re Magi e dei cammelli, collocate lungo il percorso di accesso al Forte.
Significativa anche la riflessione del parroco novello dell’unità pastorale di Sant’Anna d’Alfaedo, don Andrea Guadin: «Trovo significativo e non solo simbolico allestire una mostra di presepi al forte: un luogo che ha sentito molte grida di guerra, in questi giorni urla la pace. La Santa Famiglia è proprio portatrice di pace, perché manifesta concretamente la bellezza di saper accogliere e amare: rispondere alla violenza con la violenza non ha mai portato nulla di buono. Gesù e tutta la sua famiglia ci aiutino ad allargare il nostro cuore e ad essere portatori di pace non solo con le parole».
La rassegna è aperta ogni domenica, con aperture straordinarie il 26 e 27 dicembre, e si concluderà con l’esibizione del coro “Fiorelin del Bosc”.
Sei un abbonato a Verona fedele e desideri consultare il giornale anche via web, sul tuo computer, su tablet o smartphone? Lo puoi fare in modo rapido e gratuito. Ecco alcuni semplici passaggi per accedere alla tua edizione online e per installare l'App: