Le tracce di Francesco a Verona

Soggiornò nella nostra provincia per breve tempo. Poi, Francescani e Clarisse

| DI Emma Cerpelloni

Le tracce di Francesco a Verona
Questo 2026 sarà certamente caratterizzato dall’ottavo centenario della morte di san Francesco con eventi in ogni parte d’Italia e con il ripristino civile della giornata festiva per il 4 ottobre. 
In occasione di questo importante anniversario, merita ricordare che Tommaso da Celano, il primo biografo del santo, ha fatto un accenno a un breve soggiorno di Francesco nella nostra città: “Stava tornando da Verona con l’intenzione di passare per Bologna”. Da quanto è stato ricostruito, il santo di Assisi venne a Verona nel 1220, al ritorno dalla Terrasanta, abitò per breve tempo in una casetta vicino alla chiesa di Santa Croce, fuori di porta Rofiolo (oggi in via del Pontiere), allora sede di un hospitale per lebbrosi; e fondò una casa di frati presso la chiesa di Santa Maria del Monte a Sommacampagna. Poi sostò in un’isola del Garda e vi fondò un eremo: quell’isola sarà chiamata l’Isola dei frati. 
Non sappiamo nulla di più, ma la sua presenza ha da subito lasciato il segno. Infatti, a custodire quella piccola casa, dove il santo aveva soggiornato, nel 1225 il vescovo Jacopo chiamò alcuni frati minori del convento della Madonna del Monte di Sommacampagna e nel 1230 venne fondato il convento dei frati minori conventuali di San Francesco per iniziativa di Raniero Zeno, podestà di Verona: erano passati solo quattro anni dalla morte di Francesco e due dalla sua canonizzazione da parte del papa Gregorio IX avvenuta il 16 luglio 1228. 
Dunque, quella sede che sarà denominata San Francesco al Corso (chiamata così perché vi correva la corsa del palio) fu il primo convento francescano con annessa la chiesa. Meno di trent’anni dopo, nel 1257 i frati di san Francesco ottennero dal pontefice Alessandro IV che venisse loro ceduto dai monaci benedettini, ormai rimasti in pochi, il convento di San Fermo maggiore nel quale entrarono nel 1261. La basilica di San Fermo è dunque un edificio prima benedettino e poi francescano: nel transetto destro si trova un ciclo di affreschi del Trecento in gran parte perduti che raffigurano episodi della vita di san Francesco. Anche nella chiesa inferiore si può ammirare un affresco del poverello di Assisi, risalente al 1280. 
Inoltre, due anni prima della morte di san Francesco, nel 1224, è attestata la presenza anche di alcune “sorelle minori” in Basso Acquar, che si può ritenere una prima forma di vita francescana femminile veronese a servizio dell’hospitale per lebbrosi della chiesa di Sant’Agata. Due anni dopo, nel 1226, poco prima che san Francesco morisse, verrà costruito in Campo Marzio il primo monastero di clarisse del Veneto, le suore minori di santa Chiara, la cugina di Francesco, presso la chiesa di Santa Maria delle Vergini. 
Tornando a San Francesco al Corso, quando i francescani lo lasceranno, nel 1275 lo cedettero ai religiosi e alle suore dell’ordine di San Marco di Mantova, poi il convento nel 1360 passerà alle monache benedettine. La prima badessa fu Caterina della Scala. Due secoli dopo, nel 1548, il convento venne concesso all’ordine delle Convertite e delle Zitelle, chiamate poi Franceschine e rimarrà religioso fino al 1803, quando diventerà proprietà del demanio pubblico in seguito alla soppressione dei conventi da parte di Napoleone Bonaparte. 
E da allora, questo luogo santo per la presenza seppur breve di san Francesco, è rimasto laico. Attualmente è un centro turistico, artistico e storico: vi è la tomba di Giulietta, il museo degli affreschi e il giardino lapidario veronese.
Oggi, i luoghi francescani di Verona sono la basilica di San Fermo, che fu rimaneggiata dai frati di san Francesco a un’unica navata, perché più adatta alla predicazione e la chiesa con il convento dei frati minori di San Bernardino, in stradone Provolo, che risale al Quattrocento, in seguito della predicazione di Bernardino, sostenitore del Movimento dell’osservanza all’interno dell’ordine francescano. Sul portale un bassorilievo raffigura san Francesco che riceve le stimate.

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