Il Grest 2026 della parrocchia di Buttapietra ha voluto evidenziare la figura di san Daniele Comboni. Nell’estate del 1855, questo giovane sacerdote esercitò il suo ministero (praticamente da prete novello) nella parrocchia di Buttapietra. Per questo motivo, la parrocchia gli ha dedicato quest’anno il Grest.
Con il titolo “Boys for Africa”, i responsabili hanno cercato di valorizzare i valori pedagogici d’inclusione: caratteristica tipica dei missionari che annunciano il Vangelo.
Prendendo spunto dalle vicende esistenziali del Comboni, i bambini si rendono consapevoli dell’importanza di accettare l’altro nella sua diversità. Andare oltre la propria tradizione culturale, come insegna lo “slogan” salvare l’Africa con l’Africa, aiuta a mettersi a servizio del prossimo per amore.
La preparazione del Grest è iniziata con il gruppo animatori nel periodo primaverile. Gli adolescenti della parrocchia (più di 70) si sono preparati con una decina d’incontri di varie tipologie: adorazione eucaristica, formazione sociologica dei gruppi, organizzazione dei laboratori e dinamiche relazionali.
Il culmine è stata la visita sui luoghi nativi di san Daniele Comboni: Limone sul Garda.
I bambini iscritti al Grest quest’anno sono 180, divisi in otto gruppi di colore diverso. Oltre ai già citati adolescenti, si sono uniti una dozzina di adulti che hanno reso possibile la realizzazione delle attività.
La giornata del Grest ha inizio con la celebrazione della Messa (non obbligatoria) a cui partecipa un buon numero di ragazzi; successivamente i balletti di gruppo e la rappresentazione teatrale “a misura di bambino” della vita del Comboni.
Seguono i laboratori (tra cui quello musicale) e gli immancabili giochi con il torneo a squadre.
Sono quattro le uscite del Grest: due inerenti alla tematica come il Parco Natura Viva e il Museo Africano con visita anche al giardino botanico di Marzana.
Due, invece, le uscite di divertimento al parco acquatico Riovalli e a Movieland (in ascolto del vescovo Domenico Pompili). Inoltre, i partecipanti del Grest hanno svolto anche due passeggiate: la prima alla Corte Melegano (gestita dalla Caritas diocesana) e l’altra presso la Baita degli alpini.
Si è cercato di coinvolgere le famiglie dei bambini attraverso due serate: la prima, quella denominata “cluedo”, con il relativo gioco; la seconda è quella dell’immancabile momento finale dove viene decretato il vincitore del Grest dopo l’esibizione di ciascuna squadra davanti ad una giuria di autorità della comunità.
Don Franco Santini, come organizzatore del Grest, desidera ringraziare tutti i responsabili, animatori e volontari per questa esperienza. Grazie anche a tutte le testimonianze ascoltate in questo periodo: padre Daniele dei Comboniani e tutti i missionari; i responsabili del museo africano; don Renzo Zocca; Simone e Francesco di Corte Melegano; Lino, capogruppo degli alpini; Simone, della banda delle Penne nere.
Il grazie più sentito alla “direttrice organizzativa” del Grest, Laura, per la sua instancabile volontà nel donare affetto e pazienza ad ogni partecipante.
Il gruppo responsabili del Grest