La storica abbazia di Badia Calavena, con il quattrocentesco chiostro del Maffei, è la cornice che oramai da sei anni fa da sfondo al Grest parrocchiale. Promotore il vulcanico don Dario Adami, che ne coordina le attività, supportato da una quarantina di giovani animatori e da una dozzina di adulti. Quest’anno sono 107 i bambini dalla prima elementare alla seconda media che, dal 29 giugno al 21 luglio, trascorrono i loro pomeriggi tra le 14 e le 17.30 negli spazi parrocchiali tra giochi, laboratori e altri momenti di aggregazione. Sempre accompagnati da quarantadue giovani animatori e animatrici che, mossi dalla volontà di “vivere e non vivacchiare” (parafrasando san Pier Giorgio Frassati, canonizzato il 7 settembre 2025), li seguono, consci che il tempo dedicato agli altri non è mai tempo perso. Durante i laboratori sono inoltre affiancati da dodici adulti, in buona parte nonni e nonne, che mettono al servizio il proprio tempo e la propria esperienza per guidare i giovani nella realizzazione di lavoretti che coniugano la manualità, il riciclo e la creatività realizzando oggetti con il das, vasetti dove poi piantare un seme, specchi con il cartone, bicchieri astronomici per la lettura delle stelle, mandala peruviani e laboratori di cucina. Il tema che fa da filo conduttore quest’anno è la storia del mago di Oz, che ben si presta a fornire spunti di riflessione e crescita personale. Oltre alle attività in parrocchia, il Grest è impreziosito anche da alcune uscite (una alle Terme di Caldiero e una a Leolandia) e da un paio di scampagnate negli ultimi giorni: una camminata fino alla cima del vicino monte S. Pietro e una biciclettata fino alla frazione di S. Andrea.
Ma che senso ha, nel 2026, fare ancora dei Grest? Don Dario ci vede l’opportunità per fare comunità e favorire momenti di aggregazione in una società che invece predilige una vita individualista. Un’occasione per condividere momenti di fraternità, preghiera, gioco e inclusione nei confronti della disabilità. Per Angelica e Francesca, due giovani animatrici, è invece l’opportunità per rendersi utili, trasmettere dei valori e insegnare che, al di là degli schermi, c’è una realtà che va vissuta appieno. Il cellulare è infatti sconsigliato durante il Grest, così da potersi concentrare maggiormente sulle tante attività proposte. Alcune in particolare rimarranno nel cuore dei giovanissimi Matteo, Manila, Samuele, Beatrice e Alessandro: i giochi d’acqua, il giornalino del Grest e i tanti laboratori. Questi ultimi, in particolare per Martina, animatrice, sono l’occasione per i bambini di realizzare qualcosa con le proprie mani, aiutati dalla sapienza (e pazienza) dei dodici adulti che mettono a disposizione il loro tempo e le loro abilità al servizio dei più giovani. Perché, assicurano Adelina, Paola, Giuliana e Claudio, stare con i giovani, aiuta a mantenersi giovani e a condividerne la sincerità e l’entusiasmo. E se capita di imbattersi in qualche difficoltà – concludono – come l’uomo di latta del mago di Oz va sempre ricordato che sotto al cervello c’è sempre un cuore.
Diego Zocca