Non è sempre semplice raccontare come nasce una vocazione, spiegare da dove prende avvio quella “chiamata” che interpella la vita. Con il passare degli anni, rileggendo la mia storia, riconosco che essa è frutto di tanti fattori accaduti in vari momenti e luoghi.
Quella del sacerdozio ministeriale è una forma di vita che ben conoscevo fin da piccolino: non era raro vedere giovani intraprendere questo cammino. Eppure, non avevo mai pensato che potesse riguardare anche me.
Ho vissuto la mia infanzia in un contesto familiare ampio ed inserito in vari ambiti della comunità, una famiglia che definiremmo “normale”. Ho sempre frequentato la parrocchia: catechismo, campiscuola, il servizio come chierichetto, fino al gruppo adolescenti, prima come partecipante e poi come animatore.
Con la scelta della scuola superiore è emersa la prima grande domanda: cosa fare della mia vita? Un interrogativo che racchiude in sé una ricerca più profonda: qual è il senso della mia esistenza? Con queste domande aperte, mi sono iscritto all’Istituto alberghiero “A. Berti”, iniziando un percorso nel mondo enogastronomico. È stata un’esperienza bella e formativa, accompagnata anche dal lavoro come cameriere, che mi ha aiutato a crescere e maturare.
In tutto questo tempo, però, percepivo di trovarmi nel posto sbagliato. Tutte quelle riflessioni che stavo facendo sulla mia esistenza non trovavano spazio né risposta. Pensavo che una delle vie per rispondere a quella ricerca di senso potesse essere il mondo dello spettacolo. Negli anni stavo scoprendo la passione per la musica, la recitazione e l’intrattenimento: ecco quindi l’intuizione di iniziare l’università nella facoltà di Scienze della Comunicazione.
Il tempo degli studi universitari è stato propizio per cogliere la vicinanza di un Signore che era alla mia ricerca e per approfondire quell’intuizione che un versetto del Vangelo di Giovanni ha acceso in me: io, per chi posso spendere la mia vita?
Cominciato il percorso con un padre spirituale, ho potuto rileggere molti aspetti della mia esistenza fino ad accogliere la chiamata a partecipare a quell’amore che il Signore ci dona e a viverlo nel servizio del sacerdozio ministeriale.
Così è partita l’avventura con il Seminario maggiore: il dialogo con gli educatori, la vita fraterna condivisa, lo studio e la formazione. Anni di crescita e maturazione umana e spirituale che ora trovano compimento nel servizio alla Chiesa, continuando a vivere l’esperienza della fede nel Dio che da sempre ci precede.
don Nicolò Dalla Riva

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