Don Federico Zandomeneghi

Prima Messa a Colognola ai Colli

| DI Redazione Online

Don Federico Zandomeneghi
Da ingegnere a prete. Chi l’avrebbe mai detto? Certamente non io, che al momento della scelta del percorso universitario cercavo la solidità e la certezza delle cosiddette scienze “dure”, matematiche che non dessero scampo ad interpretazioni soggettive e che fossero volte ad un’applicazione visibile e concreta. Uno scarto ampio quello tra certezza e fede, sicurezza e abbandono, arte della tecnica e risposta alle domande umane più profonde. Tanto ampio quanto in me graduale, di certo non un salto nel buio.
La mia è una storia ordinaria, priva di effetti speciali. Una storia che vedevo povera e senza orientamento, ma che ad un certo punto ho riconosciuto attraversata da un filo d’oro che dava luce e direzione. Il punto di svolta è avvenuto durante il percorso delle Dieci Parole: un’esperienza di incontro con Dio attraverso la sua Parola viva che mi ha toccato in profondità. Prima di allora mi ero sempre ritenuto un credente, avevo frequentato le proposte parrocchiali ma senza vivere esperienze forti di fede. Dopo aver conseguito il diploma al liceo scientifico, nel 2010 mi ero iscritto al corso di laurea in ingegneria civile, condividendo con altri ragazzi un appartamento a Trento. Gli anni trascorsi da universitario fuori sede furono molto importanti per la mia crescita umana e fecero emergere le prime domande di senso. Sul finire di quel percorso, dopo ripetuti inviti, accettai la proposta di frequentare gli incontri sui dieci comandamenti che si tenevano a S. Maria in Organo la domenica sera, prima di rientrare a Trento. Fu l’inizio di qualcosa di completamente nuovo e inaspettato, la scoperta di una Relazione e l’immersione in tante relazioni. In quel contesto incontrai il volto del Signore e il mio vero volto, una voce che mi chiamava ad una vita molto più grande e più bella di quella che potevo immaginare. Festeggiata la laurea magistrale in ingegneria civile, lavorai per due anni e mezzo in uno studio continuando a coltivare l’ascolto di quella voce che mi aveva così destabilizzato e contrariato. Accompagnato da un padre spirituale, le diverse esperienze tra cui gli esercizi spirituali e la preghiera costante mi fecero pian piano aprire a considerare la possibilità di seguire davvero quella chiamata. La conseguente scelta di lasciare il lavoro per entrare in Casa San Giovanni Battista fu soltanto uno dei primi passi in cui allenarmi alla fiducia in Dio, una fiducia oltre i miei schemi, fondata però sulla memoria grata di tutto quello che già il Signore mi aveva fatto sperimentare: gusto, profondità e bellezza.
don Francesco Zandomeneghi

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