Le radici della mia chiamata vanno parecchio indietro nel tempo: è infatti un cammino iniziato in prima media. Non posso dire che già allora avessi tutto chiaro; ciò che però mi aveva spinto ad entrare in Seminario ancora da ragazzo era stato vedervi la possibilità di condividere la quotidianità di una vita fraterna, nella quale e grazie alla quale aiutarsi a vicenda a vivere la fede.
Ed è stato in questo contesto che, crescendo, ho poi iniziato a pormi le domande fondamentali per la mia vita, in particolare quella sulla mia vocazione: dove, cioè, poter spendere la mia vita per potermi realizzare fino in fondo e amare di più chi il Signore mi avrebbe messo a fianco. Ed è stato proprio in quella quotidianità vissuta tra Seminario, casa e parrocchia che ho maturato la consapevolezza che il Signore mi stesse chiamando a donargli la vita come prete, perché pian piano mi aveva mostrato come così si potesse compiere per me la promessa di quel centuplo quaggiù garantito a chi lo segue; promessa che per me si traduceva nella possibilità di gustarmi, nella relazione con Lui e nella sua Chiesa, legami pieni e autentici mediante i quali cercare, giorno dopo giorno, di incontrare e scoprire sempre di più quel Signore che mi aveva chiamato a seguirlo. E, accanto a questo, cresceva il desiderio di poter far fare la stessa esperienza anche ad altri.
Perciò, dopo il liceo, proseguii in Seminario maggiore per prepararmi a diventare presbitero, studiando teologia e lasciandomi guidare dagli educatori a cui sono stato affidato. Soprattutto, però, è stato un cammino durante il quale ho costantemente sperimentato la fedeltà del Signore, che si mostrava sempre capace di sorprendermi e cambiava continuamente modi e strada per venire a cercarmi e a recuperarmi là dove mi trovavo ed era in grado di rendere fruttuose anche le strade che inizialmente a me sembrava fossero storte e senza senso.
Perciò mi addentro nel ministero ormai prossimo con questa consapevolezza: il Dio che mi ha chiamato è fedele e mi invita a guardare continuamente al bene che ha operato nella mia vita, per poter così avere uno sguardo fiducioso su ciò che mi aspetta. Sapendo che non sono solo, ma sempre sostenuto e richiamato da altri compagni di viaggio che mi aiutano a tenere fisso lo sguardo su di Lui.
don Cristian Oneta

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