Tempo di cambiamenti nel Seminario minore di Verona: saluta don Sebastiano Cassini, che dal 2013 ha svolto lì il suo ministero. Al suo posto arriva un nuovo educatore che insieme a don Mattia Mengalli (a destra nella foto con don Cassini), direttore del Centro pastorale ragazzi ed educatore del Seminario dal 2021, guiderà la comunità vocazionale delle superiori. Vengono modificati anche alcuni aspetti della proposta educativa. «Fin dalla sua nascita – spiega Cassini – il Seminario minore è sempre evoluto in base alle situazioni. Ancora oggi sono in atto delle trasformazioni per continuare la missione di accompagnare preadolescenti e adolescenti nel cammino vocazionale».
A gennaio 2024 nel Consiglio presbiterale gli educatori del Seminario minore hanno presentato l’iniziativa vocazionale dei “Germogli” per pre-adolescenti maschi delle medie: «Un percorso continuativo – ricorda don Mattia – a cadenza mensile fatto di settimane di fraternità vissute in parrocchia insieme ad animatori scelti e al sacerdote del luogo in collaborazione con i sacerdoti educatori del Seminario minore. La proposta nasceva anzitutto da ingressi pressoché assenti nella comunità delle medie e in generale da una diminuzione numerica indice di scarsa attrattività rispetto a una proposta avvertita distante dalla vita».
Nei mesi successivi è stato coinvolto tutto il presbiterio attraverso un video diffuso nelle congreghe che presentava l’iniziativa e invitava i sacerdoti a esprimersi al riguardo: «Il riscontro – riporta don Sebastiano – è stato generalmente favorevole con l’indicazione di aggiungere questa sperimentazione, mantenendo la comunità residenziale del Seminario minore. A settembre 2024 dunque è iniziata la fase di sperimentazione che ha coinvolto le parrocchie di Soave e Cerea raccogliendo una dozzina di ragazzi per tutto l’anno scolastico 2024/2025. Nell’anno scolastico successivo si è proseguito allargando l’esperienza a Tregnago e Cadidavid, raggiungendo in totale 25 ragazzi. In altre parrocchie, pur trovando la disponibilità, non si è proceduto per mancanza di partecipanti. Pur con tutti i limiti della novità, il percorso “Germogli” appare promettente, come riscontrato a Brescia, Como, Vittorio Veneto; da questo percorso, come già avvenuto quest’anno, qualcuno potrà scegliere di vivere la comunità vocazionale delle superiori. Per questo, in accordo con il Vescovo è da ritenersi conclusa la fase di sperimentazione, e per i ragazzi delle medie viene assunta questa impostazione come cammino vocazionale diocesano per pre-adolescenti in sostituzione della comunità residenziale, mentre rimane la comunità vocazionale delle superiori in Seminario. La bellezza di questa proposta sta nel raggiungere i ragazzi laddove vivono, nel loro contesto, e fare un cammino con la comunità parrocchiale e soprattutto coinvolgere altri sacerdoti del territorio ad avere un’attenzione vocazionale per i ragazzi. È importante che insieme agli educatori del Seminario anche i sacerdoti impegnati nei “Germogli” abbiano un incarico vocazionale riconosciuto».
Nell’anno formativo 2024/2025 i ragazzi in Seminario sono stati 29 (10 medie e 19 superiori), mentre in questo che si sta concludendo 21 (8 medie e 13 superiori); l’anno prossimo saranno 7 ragazzi delle superiori (1 in prima, 6 in terza). Un calo che ha messo in moto altre iniziative.
«Quest’anno – aggiunge don Sebastiano – ogni prima settimana del mese la comunità del Seminario si è arricchita di ragazzi e ragazze che hanno vissuto l’esperienza “Oikos” ovvero una settimana di vita comunitaria condividendo la fede e il servizio per i poveri. Sono stati circa 20 i ragazzi e ragazze che hanno frequentato assiduamente. Questa esperienza ha permesso al Seminario di aprirsi come auspica il vescovo Domenico Pompili e non di rimanere un’isola a sé stante. Inoltre ai ragazzi delle superiori è stato chiesto di vivere una settimana al mese a casa, quando gli educatori erano impegnati sul fronte dei “Germogli”.
All’esperienza “Oikos” hanno partecipato soprattutto studenti e studentesse della Scuola diocesana Giberti. Essa rimane il primo luogo di vita degli adolescenti a cui rivolgersi da parte del Seminario per le proposte vocazionali. Come sosteneva già il vescovo Giuseppe Zenti, essa può essere una prima forma di incontro e accompagnamento vocazionale a 360°, infatti alcuni alunni hanno deciso di vivere l’esperienza del Seminario».
Per questo motivo, il sacerdote educatore del Seminario è anche insegnante di religione nella scuola Giberti così da promuovere momenti formativi e spirituali nella stessa e avere una forma stabile di incontro con gli studenti e le studentesse. Dal 2017 ad oggi, la scuola è cresciuta da 70 a 230 allievi.
Concludendo il suo servizio don Cassini prova a guardare al futuro di questa istituzione: «Alla luce di questo sviluppo sempre in corso, possiamo parlare di molteplici percorsi vocazionali per pre-adolescenti e adolescenti che i sacerdoti educatori accompagnano sia sul territorio che nella comunità residenziale. Il cuore dell’esperienza consiste nell’accompagnamento vocazionale attraverso il servizio, la preghiera, la testimonianza e le relazioni vissute nel segno della normalità della vita. La comprensione della vocazione avviene e va accompagnata nella vita ordinaria e non straordinaria. C’è un percorso personale che ciascuno è chiamato a fare, trovando in se stesso la motivazione di scegliere di fare un cammino di crescita nella fede. Per questi motivi e per il ridotto numero di ragazzi la proposta per il prossimo anno 2026/2027 prevede per il gruppo della comunità vocazionale delle superiori 2 settimane residenziali in Seminario e 2 a casa, mentre un gruppo più allargato parteciperà ad una settimana al mese all’esperienza “Oikos”.
Perché il Seminario minore continui a crescere vocazioni è necessario che possa essere in rete e in stretta collaborazione con i Centri di pastorale ragazzi, adolescenti e giovani. È un percorso che non può più bastare a se stesso, ma ha bisogno di altri contesti già esistenti come quello scolastico, ecclesiale, sportivo, ricreativo a cui appoggiarsi per rivolgersi ad un bacino più ampio di adolescenti credendo che l’accompagnamento dei ragazzi darà frutto a suo tempo».