Ragazzi sulle orme di san Francesco

Ben 350 i partecipanti ai campiscuola di Campofontana

| DI Anna De Padova

Ragazzi sulle orme di san Francesco
Due settimane di campo, circa 350 persone tra ragazzi, animatori, équipe e cuochi, comprendenti i vicariati della Bassa veronese. Anche quest’estate il Centro diocesano Domus Pacis ha proposto i campiscuola a Campofontana, scegliendo come filo conduttore la figura di san Francesco d’Assisi (in occasione degli 800 anni dal transito). Spiega l’incaricato don Luca Zamboni: «Il titolo, “Francesco – Voglio mandarvi tutti in Paradiso”, ha accompagnato ogni giornata, invitando i ragazzi a lasciarsi provocare dalla testimonianza di un uomo che ha fatto del Vangelo la misura della propria vita. Attraverso giochi, attività, momenti di riflessione, preghiera e vita condivisa, i partecipanti hanno incontrato alcuni dei passaggi più significativi dell’esperienza del Santo di Assisi». Non si è trattato di una semplice ricostruzione storica, ma di un percorso capace di interrogare la vita di ciascuno. Tra i momenti più intensi, l’attività dedicata al rapporto con il denaro e ai beni materiali, che ha invitato i ragazzi a riflettere sulla libertà del cuore. «Seguendo l’esempio di Francesco – continua don Luca – hanno scoperto che la vera ricchezza non consiste nel possedere, ma nello scegliere di servire non il denaro, bensì il Padre, affidandosi con fiducia alla sua provvidenza».
Un’altra tappa particolarmente significativa è stata quella dedicata all’incontro con il lebbroso. Il gesto che segnò profondamente la conversione di Francesco è diventato occasione per vivere il sacramento della Riconciliazione come esperienza concreta di misericordia. Racconta Zamboni: «Le confessioni hanno rappresentato per molti ragazzi un autentico incontro con il perdono di Dio, un “abbraccio” capace di trasformare ciò che inizialmente appare distante o difficile in una porta aperta verso il Paradiso. Il cammino è poi proseguito con una riflessione sulla Chiesa che Francesco ha contribuito a “ricostruire”. Non anzitutto un edificio fatto di pietre, ma una comunità costruita su relazioni autentiche, sul perdono reciproco, sull’ascolto e sul servizio. I ragazzi sono stati invitati a riconoscere come ciascuno possa diventare pietra viva di questa Chiesa, iniziando dai rapporti quotidiani con gli amici, la famiglia e la propria comunità».
La giornata conclusiva ha accompagnato i partecipanti negli ultimi istanti della vita del Santo. Le sue parole, “Io ho fatto la mia parte, la vostra Cristo ve la insegni”, hanno lasciato ai ragazzi un mandato semplice e impegnativo. «Il campo – precisa il sacerdote – non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un cammino da continuare nella vita di ogni giorno, lasciandosi guidare dal Signore nel proprio modo unico di vivere il Vangelo». I campiscuola della Domus Pacis si confermano così un’esperienza educativa e di fede. Conclude don Luca Zamboni: «Dietro ogni attività si nasconde il lavoro di decine di animatori, educatori, sacerdoti, religiose e volontari che, con passione e gratuità, dedicano tempo ed energie perché bambini e ragazzi possano fare esperienza di una Chiesa giovane, accogliente e capace di parlare alla loro vita. L’augurio con cui san Francesco conclude idealmente questo percorso resta anche quello affidato ai ragazzi al termine dell’estate: scoprire che la santità non è un ideale irraggiungibile, ma una strada possibile, fatta di piccoli passi quotidiani, vissuti con gioia, fraternità e fiducia nel Signore».

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