Pastori che si lasciano trasformare da Dio

Il vescovo Pompili presiede la Messa crismale e si rivolge ai presbiteri, che hanno rinnovato le loro promesse sacerdotali

| DI Redazione Online

Pastori che si lasciano trasformare da Dio
Nella mattinata del Giovedì Santo, alle ore 9.30, il vescovo Domenico Pompili ha presieduto in Cattedrale la solenne Messa crismale. 
Hanno concelebrato, tra gli altri, il vescovo emerito di Verona mons. Giuseppe Zenti e altri due Prelati di origine veronese: il cardinale Claudio Gugerotti, Prefetto del Dicastero per le Chiese orientali, e l’arcivescovo Rino Passigato, già Nunzio apostolico.
All’inizio della celebrazione, il Vescovo ha rivolto un saluto ai numerosi fedeli presenti, ricordando in particolare i presbiteri anziani della diocesi, che ha visitato nei giorni scorsi, e i sacerdoti fidei donum impegnati nella missione nel mondo.
Nell’omelia mons. Pompili, partendo dal brano evangelico di Gesù nella sinagoga di Nazareth proposto dalla liturgia, ha sottolineato l’importanza di valutare il presente, non in base al passato né semplicemente attendendo il futuro, ma andando incontro al futuro stesso «con responsabilità, con speranza, con profezia» come la Chiesa di Verona sta facendo con il cammino verso l’Assemblea diocesana del prossimo 16 maggio.
«Il presente – ha affermato –, così diverso da come lo avevamo immaginato in passato, non è la fine, ma un nuovo inizio. Quando “tutto vacilla” che è molto simile al detto di Eraclito: “Panta rhei”, “tutto scorre”, ci sono per fortuna “uomini di Dio”, come i pastori, che vivono nella sequela di Gesù». Qui, ha invitato a contemplare un atteggiamento di Gesù che, dopo aver letto dal Rotolo, si siede: «Stare seduti non è solo un segno di prossimità, ma anche di equilibrio. Gesù è un camminatore, ma sempre in relazione. Non si limita ad annunciare e a compiere segni portentosi, ma “sta con” la gente per aiutarla a discernere e a decidersi. Il ministero pastorale oggi deve essere dinamico e non statico certamente, ma senza perdere la capacità di “stare con” perché maturino scelte coraggiose. Senza l’abituale capacità di ascolto e di incontro, non è possibile guidare o orientare gli altri. Al pastore è richiesta l’autorità: non quella del controllore, ma di colui che “fa crescere”. Far crescere però non è solo ascoltarsi e cogliere i bisogni, ma anche decidersi rispetto a questioni vitali, come la fede che non va mai data per scontata; come la parrocchia da cui non si può prescindere, ma non può restare così come è; come la partecipazione che non è mai una gentile concessione, ma sempre una conseguenza della comune identità battesimale».Ha concluso l’omelia guardando alle sfide della Chiesa oggi: «Finché la fede si limita ad essere un sentimento interiore non c’è nessun problema. Ma quando pretende di entrare nella storia, di chiamare a conversione, subito si alzano le barricate. Senza questa concretezza però Gesù Cristo rischia di essere un’evasione per anime belle. Soltanto quando Cristo si trasforma in liberazione per sé e per gli altri si diffonde un alito di vita. Come detto dal Maestro: “Sono venuto, perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). Oggi, dunque. Non ieri, non domani. Oggi, nel corpo di questa santa assemblea che è qui visibilmente radunata, al netto dei suoi limiti. Oggi, mentre il mondo è chiuso nei sepolcri dell’odio, ancora si compie la salvezza. E i nostri occhi restano fissi su di Lui».
Dopo aver pregato insieme, i presbiteri hanno rinnovato le loro promesse sacerdotali. Mons. Pompili ha quindi benedetto l’olio degli infermi e dei catecumeni e consacrato il Crisma, gli Oli saranno presentati alle comunità parrocchiali nella Messa in Coena Domini del Giovedì sera.
Triduo Pasquale e Solennità di Pasqua
Con la sera del Giovedì Santo, la liturgia fa entrare i fedeli nel Triduo. Il vescovo Pompili presiederà alle 18.30 in Cattedrale il Pontificale In Coena Domini; il Venerdì Santo, giorno senza Messe, presiederà l’Ufficio delle Letture e le Lodi mattutine con il Capitolo Canonicale (alle 8) e, nel pomeriggio, la celebrazione della Passione del Signore (alle 15); il Sabato Santo si terranno nuovamente le Lodi mattutine (alle 8) con il Capitolo Canonicale e con il vescovo Domenico, che presiederà la solenne Veglia pasquale, alle 21. Infine, il 5 aprile, sarà presieduto dal Vescovo in Cattedrale il Pontificale della Domenica di Pasqua In Resurrectione Domini, nella Risurrezione del signore, alle 11.

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