La parrocchia di San Fermo Maggiore custodisce un legame speciale con sant’Antonio di Padova, la cui festa liturgica è il 13 giugno. Nella chiesa intitolata ufficialmente ai santi Fermo e Rustico, precisamente nella parte superiore, è ospitata una cappella interamente dedicata al Santo, traccia della presenza dei francescani nel grande complesso che essi ristrutturarono in stile gotico. Al suo interno è conservata una splendida pala d’altare di Liberale da Verona, che raffigura sant’Antonio posizionato tra san Nicolò e sant’Agostino. Sopra il portale bronzeo d’ingresso, sul fregio dell’architrave, spicca una scultura in pietra che raffigura proprio il santo francescano di origine portoghese, risalente alla seconda metà del XV secolo.
In ricordo del Santo e in preparazione alla sua festa, viene proposta la tradizionale Tredicina, al termine della Messa delle 19, e alcuni appuntamenti speciali. Giovedì 4 giugno alle 20.45, in collaborazione con il Servizio di pastorale universitaria e scolastica, la Biblioteca Naudet e il Centro universitario San Fermo, è stato proposto l’incontro meditativo “Custodi di relazioni nella bellezza”, nella chiesa superiore contemplando anche il magnifico soffitto ligneo a carena di nave decorato con oltre 400 santi, che ospita affreschi del Pisanello. La serata, a cura del gruppo di studio di ebraico biblico Lech Lechà, ha visto la straordinaria partecipazione della Schola Cantorum di San Fermo diretta da Ruben De Biasi: un momento per lasciarsi ispirare dall’incontro con l’arte e la Parola.
Giovedì 10 giugno alle 20.30 nell’auditorium, in collaborazione anche con l’Università, l’incontro “Resistenza o resa?” con il gesuita David Inczauskis, di cui abbiamo già pubblicato un’intervista su queste pagine rispetto al suo impegno sul tema dei migranti negli Stati Uniti. Scrive di sé: “L’alleviamento della sofferenza mi porta gioia. Molte delle storie del Nuovo Testamento sono guarigioni. Gesù vede la sofferenza delle persone e risponde con misericordia, guarigione e liberazione. Spero di contribuire all’alleviamento della sofferenza in qualche modo piccolo ma significativo come sacerdote, attivista e studioso gesuita”.
Sabato 13 giugno, memoria liturgica di sant’Antonio, alle 17 presso l’auditorium l’incontro con Luciano Manicardi sul tema “Una grammatica dell’umano”, tema a cui il monaco di Bose ha dedicato molte riflessioni, come dimostrano i libri Vivere umanamente. Riscoprire una grammatica dell’umano (Qiqajon, 2016) e Diventare umani. Una grammatica della vita spirituale, da poco pubblicato con Vita e Pensiero, che sarà presentato grazie alla collaborazione con la casa editrice. Nelle Messe di domenica 14 (ore 11 e 19) la meditazione sarà a cura di suor Renata Vincenzi, docente di spiritualità.