Barista per professione e recuperante per missione, ma non di residui bellici (com’è tipico dei recuperanti dell’altopiano di Asiago che hanno preso il nome dal verbo); piuttosto, di residui di memoria e cimeli sul circuito automobilistico di Pozzo. Il recuperante in questione è Mauro Taioli, 49 anni, di Pozzo di San Giovanni Lupatoto, il quale una dozzina di anni fa si è riscoperto addosso la passione per questa gara di automobilismo, disputata per sole quattro edizioni fra il 1926 e il 1929, ma che è rimasta nell’immaginario collettivo di tante persone per le folli velocità (anche 190 km all’ora sui rettilinei) raggiunte dalle vetture sulla strada bianca dell’anello composto dalle direttrici viarie di via Legnago, via San Giovanni Lupatoto e via 4 Novembre. Alla corsa presero parte anche Tazio Nuvolari (che si aggiudicò la vittoria nel 1927 e 1928) ed Enzo Ferrari. Il perché di questa smisurata passione per il circuito di Pozzo, quest’anno al centenario, è presto detto. «Io ho sempre abitato a Pozzo e ho spesso sentito parlare della gara automobilistica degli anni Venti, ma si trattava di notizie superficiali e niente più – spiega l’appassionato –. Così mi è venuto in mente di cercare notizie su internet. Ho trovato articoli, giornali, libri, avvisi e manifesti oltre a foto e cartoline che fornivano particolari sulle varie edizioni di questa gara».
In sostanza è dal 2015 che si diletta nel raccogliere documenti e oggetti collegati al Circuito e ad organizzarne ogni anno il revival, ideatore anche dell’appuntamento dedicato alle vetture d’epoca di Pozzo, quest’anno in programma per il 29 marzo, introdotto sabato 21 alle 20.30 nella ex chiesa di Pozzo da una serata celebrativa sul tema. Taioli è riuscito a recuperare in questo modo decine di articoli delle testate sportive sull’evento, alcuni biglietti di ingresso al circuito (lo spettacolo dei bolidi, per quanto si tenesse su strade pubbliche, era a pagamento), mappe del percorso, manifesti che pubblicizzavano la corsa, foto dei piloti e libri che riportano notizie del circuito.L’ultima “perla” rinvenuta da Taioli è una lettera del 1928 firmata da Nuvolari, con la quale il “Mantovano volante” si rivolge agli organizzatori per formulare i suoi ringraziamenti. Il pezzo più pregiato è però una coppa assegnata quale premio al pilota di una delle vetture partecipanti all’edizione del 9 giugno 1929.
«Si era messo in contatto con me Massimo Bernardi, un appassionato residente a Terracina nel Lazio che era proprietario di questa coppa e che voleva sapere qualcosa di più sulla corsa – spiega Taioli –. La coppa è stata rinvenuta in una villa nei pressi della città di Asti, dove probabilmente era stata lasciata dal vecchio proprietario e reca la dicitura “Premio Danese del Circuito del Pozzo - 2 giugno 1929”». Grazie a una consultazione dei numeri storici de L’Arena, Mauro Taioli ha scoperto che a vincere la coppa quell’anno fu il conte Mario Dafarra e che la villa di Asti si chiama Villa Serena ex villa Dafarra. Il conte vincitore dalla gara si era probabilmente trasferito ad Asti e quando aveva venduto l’immobile aveva lasciato la coppa in soffitta. Tutto chiarito? Non tutto, resta da capire come mai la coppa reca data 2 giugno mentre la gara intersociale del 1929 si è svolta il 9 giugno. Altro mistero, altra ricerca...