Le campane di Valdiporro fanno un secolo di rintocchi

Anniversario con gara campanaria e libro sui sacri bronzi

| DI Marta Bicego

Le campane di Valdiporro fanno un secolo di rintocchi
Sono trascorsi 100 anni dalla fusione dei sacri bronzi che rintoccano sul campanile della chiesa di Valdiporro. Un anniversario importante, i cui festeggiamenti sono in calendario il 14 giugno, accompagnati dalla prima gara campanaria organizzata nella frazione di Bosco Chiesanuova da parrocchia, suonatori di Lughezzano e Associazione suonatori di campane a sistema veronese con il patrocinio del Comune, il contributo della Cassa Vallagarina e la collaborazione del Gruppo XIII Comuni Valdiporro.
Domenica, dalle 15 alle 18, i suonatori si alterneranno alle corde della cella campanaria; alle 18.30 seguiranno le premiazioni e la benedizione del nuovo orologio da parte del vescovo Domenico Pompili. È stato infatti sostituito il ricevitore a impulsi per il movimento delle lancette, completo di boccole, per regolare meccanicamente lo scandire delle ore. Il meccanismo era fermo ormai da decenni ed è stato ripristinato per l’occasione.
Una concessione alla modernità tra le mura di un campanile che non intende dimenticare la sua storia. Della torre campanaria che svetta tra le montagne della Lessinia racconta il libro Valdiporro e le sue campane. Nel centenario della fusione dei sacri bronzi, edito dalla parrocchia e frutto delle appassionate ricerche di Raffaele Leso. Il volume sarà presentato alle 17.30, in chiesa.
Ne esorta la lettura il parroco don Lucio Benedetti, figlio di campanaro: «Sembra proprio che, 100 anni fa, i nostri avi non ci abbiano regalato solo un concerto di campane, ma anche un piccolo compendio di saggezza di vita e di fede. Da secoli le campane sono molto più che strumento di comunicazione». Hanno il compito di celebrare i momenti felici della comunità come accaduto di recente per la prima Messa di don Francesco Leso, fratello di chi firma la pubblicazione.
L’autore ha passato in rassegna testimonianze, articoli, foto e manoscritti che raccontano di fatiche e sacrifici, ingegno e determinazione dei montanari. «Chi entra nel campanile può rendersene conto immediatamente – spiega –: molti dei blocchi di pietra della Lessinia che lo compongono hanno dimensioni e pesi tali da far sembrare incredibile che, secoli fa, siano stati sollevati e collocati con le tecniche dell’epoca». Ma sono state le campane ad attirare la sua curiosità che ha permesso di ampliare lo scritto al paese. Dalla nascita dell’abitato alla costruzione di chiesa e campanile, fino ai sacri bronzi rifusi nel 1926. Senza dimenticare le squadre di campanari. «I campanili sono sempre aperti a tutti, anche solo per curiosità, e non si sa mai che, fra qualche anno – auspica –, anche Valdiporro possa tornare a vantare una propria squadra».

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