Lo scopo dell’evento, organizzato ad inizio settembre dal Comitato di salvaguardia della chiesetta di Sorio, era quello di celebrare la Natività di Maria, ma anche quello di ricordare la costruzione del Santuario della Madonnina a San Giovanni Lupatoto, dove si è tenuto il concerto in programma. L’obiettivo può dirsi pienamente acquisito, se si tiene conto del numero di bis (tre) richiesti al gruppo musicale barocco “L’Effimero”, una formazione corale di recente costituzione diretta dal maestro Stefano Gentili, accompagnato per l’occasione dall’organo di Francesco Maltese, che ha proposto per l’appuntamento un non semplice repertorio di musiche di Pergolesi, Vivaldi, Arcadelt, Scarlatti e Tallis.
Un pubblico di oltre cento persone, composto in parte di appassionati di musica barocca e in parte di fedelissimi del santuario (aperto, dopo la scomparsa di don Luigi Forigo, soltanto il sabato mattina e nelle festività mariane) ha ascoltato con attenzione i brani presentati per poi dilungarsi negli applausi e nelle richieste di bis.
Molto successo ha riscosso anche il prof. Roberto Facci, storico lupatotino e presidente del locale Comitato Radici, con la sua relazione sulla storia del Santuario e dei suoi affreschi, realizzati per la maggior parte nel secondo Dopoguerra grazie all’ottima mano del pittore Giuseppe Resi.
Il più famoso di questi affreschi si trova sulla parete destra dell’altare e rappresenta uno straordinario e provvidenziale fatto attribuito alla Madonna raffigurata all’interno di un capitello posto sulla strada principale: i Lanzichenecchi, i famosi mercenari che nel Cinquecento terrorizzarono con le loro scorrerie le nostre terre: quando giunsero alle porte del paese di San Giovanni Lupatoto – davanti appunto al capitello – furono costretti a fermarsi. San Giovanni fu così risparmiato dalla loro brutalità.
Il pittore nel suo affresco dipinge un gruppo di focosi cavalli e dei soldati che con inutile furia incitano e spronano gli animali impennati e paralizzati davanti alla volontà della Vergine.
L’opera che si trova sulla parete sinistra dell’altare raffigura invece la costruzione del Santuario della Madonnina intorno al capitello miracoloso. Nel 1630 San Giovanni Lupatoto, che nei decenni precedenti si era salvato dalle incursioni e dai saccheggi, non riuscì infatti ad evitare la peste. Per scongiurare il male la gente del paese decise di erigere un santuario attorno al capitello. I lavori cominciarono il 17 agosto 1630 e in soli 4 mesi furono raccolti 2.278 ducati.