In Lessinia dentro la Grotta del sogno

A Roverè una meraviglia della natura

| DI Silvia Gambato

In Lessinia dentro la Grotta del sogno
Grotte, covoli, antri oscuri: le cavità naturali sul territorio veronese, specie in Lessinia, abbondano. Basti pensare alla celeberrima Spluga della Preta a Sant’Anna d’Alfaedo, terzo abisso d’Italia per profondità, e alle oltre 800 grotte presenti, meta degli speleologi veronesi e non solo. Fra queste, ad oggi solo una è visitabile da chi non abbia nozioni né tecniche, né teoriche in campo speleologico: la bellissima Grotta del sogno, altrimenti detta del Monte Capriolo o di Roverè Mille.
Una spelonca, per usare un termine un po’ aulico, che racchiude in sé molte delle caratteristiche tipiche delle grotte: stalagmiti, stalattiti, vele, capelli d’angelo… Di cosa si tratta? Delle concrezioni che la magica combinazione di carbonato di calcio e acqua piovana crea, “sciogliendo” la roccia, scavandola per pochi o tantissimi chilometri e infine riformandola con altre sembianze, secondo un processo chimico-fisico noto come “carsismo”.
Ecco le concrezioni, appunto: quelle lunghe “gocce” solidificate che pendono dall’alto di una grotta o crescono dal basso, creando colonne quando si uniscono, o che, con la complicità di invisibili correnti d’aria, diventano vele sottili o eccentriche. Ma a creare il suggestivo paesaggio ipogeo sono anche le sale, le fessure, i misteriosi pozzi, l’acqua che scorre e lucida, con un velo delicato, le rocce tondeggianti.
Aprendo gli occhi alla splendida Grotta del sogno, a Roverè, si potrebbe mettere in dubbio l’antico concetto secondo cui l’inferno sia sottoterra, dove potrebbe invece svelarsi un altro paradiso.
Varcando la soglia di questo ambiente naturale, segnata da una porta in ferro battuto che sembra scolpita da uno gnomo, si ha l’impressione di entrare in un’altra dimensione, tanto l’ambiente è diverso da quello che siamo abituati a vedere in superficie. Pochi scalini e si scende in un mondo inaspettato, in cui le luci sottolineano i punti più interessanti e caratteristici.
Durante tutto il periodo estivo, fino al 13 settembre, le visite turistiche sono possibili il sabato (dalle 15 alle 19) e la domenica (dalle 14 alle 19) e si viene accompagnati da uno speleologo dei gruppi della Commissione speleologica veronese che fa da guida, illustrando ciò che si vede e spiegando come comportarsi. Sì, perché entrare in grotta comporta tutta una serie di attenzioni e conoscenze che anche in un ambiente attrezzato è bene conoscere. Ad esempio, occorre fare attenzione a dove si mettono i piedi, perché lo stillicidio continuo può rendere scivolosi i camminamenti. Inoltre, è severamente vietato toccare le concrezioni: il contatto con le nostre mani potrebbe alterarle al punto da bloccarne la crescita naturale. Un altro fattore da tenere presente è che si entrerà in un ambiente più freddo d’estate (occorre quindi coprirsi leggermente) e più caldo d’inverno. La grotta mantiene la sua temperatura quasi costantemente invariata nell’arco dell’anno; essa corrisponde infatti alla media delle temperature registrate nei 365 giorni, al netto di aperture interne che possono alterarla ulteriormente con correnti d’aria.
Spesso, nell’immaginario collettivo, chi non è mai stato in una grotta si aspetta cunicoli stretti e spazi angusti ma non è così: nel caso della Grotta del sogno si cammina agevolmente in uno spazio ampio e sicuro, e non è necessario strisciare – come in alcuni passaggi di altre grotte, frequentate solo da speleologi – per passare!
La Grotta del sogno offre un’esperienza tranquilla e tuttavia molto emozionante: sapere di trovarsi nel grembo della terra, ascoltarne il silenzio, ammirarne le meravigliose coreografie, frutto di un lavorio lungo milioni di anni, è un’avventura unica, che può rafforzare la consapevolezza dell’ambiente in cui viviamo e della natura, a volte delicata, che lo governa.
L’ecosistema delle cavità sotterranee è delicato e può alterarsi abbastanza facilmente a causa dell’inquinamento o di altri comportamenti errati dell’uomo, come l’introduzione di rifiuti di qualsiasi natura. Nelle grotte vivono in un delicato equilibrio microrganismi e animali che possono risentire pesantemente di questi fattori. Un aspetto molto importante da non dimenticare è che contaminare le grotte con rifiuti – come purtroppo è già accaduto anche in Lessinia – può portare alla contaminazione delle falde acquifere, preziosi serbatoi di acqua potabile per l’uomo, gli animali e le colture.
Conoscere questi ambienti sotterranei può aiutare a capire quanto sia importante rispettarli tanto quanto qualsiasi altro spazio della natura. Noi esseri umani, in un modo o in un altro, siamo ad essi legati, non solo per il piacere di esplorarli e ammirarli, ma anche per la nostra stessa salute e sussistenza.
Per informazioni: tel. 045.6518005 (interno 1) o visitare il sito www.comune.rovereveronese.vr.it, e-mail: grottamontecapriolo@googlegroups.com.

Tutti i diritti riservati

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