Da costruttore di edifici a costruttore di saperi sulle erbe officinali (ma anche non), che popolano i prati della pianura e della collina veronese. È il cambiamento che ha caratterizzato il percorso di vita di Paolo Stefani, che 34 anni fa ha deciso di lasciare il posto fisso di geometra che occupava in un ente pubblico per dedicarsi, trasferendosi sulle colline di Tregnago, prima alla vita agreste e poi allo studio delle piante, culminato con una laurea in Scienze e tecnologie erboristiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università di Padova, poi perfezionata con un master di tre anni in Erboristeria all’Università di Viterbo.
Stefani, oggi in pensione, presta consulenze in favore di enti pubblici, organismi di categoria e associazioni in materia di proprietà e della fitochimica utilizzabile in ambito salutistico. Il suo curriculum lo ricostruisce da solo, partendo da lontano.
«Sono nato nel 1956 e da subito ho respirato le atmosfere della campagna, ho visto i colori dell’Adige e assaporato il profumo della nebbia», racconta Stefani.
Dal 1992 si è trasferito nel territorio di Tregnago, dove ha acquistato una casa con annesso un esteso fondo agricolo sul quale ha sperimentato vari tipi di coltivazioni biologiche e biodinamiche, ad esempio con piante di ciliegio, senza però abbandonare completamente l’attività di geometra («che mi ha sempre assicurato una entrata sicura», dice Paolo), tanto che ha svolto questa professione per 44 anni. Nel frattempo aveva messo su famiglia, sposando Ornella, con la quale ha messo al mondo tre figli.
E così negli anni approfondisce le sue conoscenze in tema di agricoltura biodinamica, alimentazione naturale, medicine alternative e anche in astronomia. All’inizio degli anni Duemila decide di iscriversi alla Facoltà di Farmacia di Padova, dove nell’ottobre 2104 consegue la laurea. Non contento, decide di affinare ancora di più le sue conoscenze e si iscrive all’Università della Tuscia a Viterbo, dove ha conseguito i diplomi universitari di perfezionamento in“Fitoterapia e piante officinali”; “Fitoterapia clinica”; “Piante medicinali e fitoterapia applicata”. Questi tre diplomi ottenuti con tre anni di studi, il 2016, 2017 e 2018, fanno in modo che gli venga conferito il titolo di “fitoterapeuta”.
Sulla sua mail ci sono decine di richieste per interventi provenienti da Comuni, Università del tempo libero, Collegio dei geometri, associazioni, Pro loco, Cai, parrocchie, Gruppi di acquisto solidali, enti e società operanti a livello regionale e provinciale, studi privati e da pubblicazioni di settore come la rivista Vita in Campagna, dove tiene corsi e incontri per operatori erboristici, agricoltori e appassionati delle piante officinali.
«Mi fa sommamente piacere fare questa azione di divulgazione su proprietà di piante ed erbe e sulle loro modalità di impiego a scopi curativi. Ogni tanto mi capita di dover affrontare nel corso delle mie lezioni qualche richiesta di approfondimento specifico alla quale, con le mie conoscenze, sono sempre riuscito a dare una risposta più o meno esauriente», precisa Stefani, che negli anni scorsi ha prestato servizio come docente ai Master di Fitoterapia dell’Università Federico II di Napoli.