Chi si aspetta un coro con un repertorio statico è meglio che cambi subito soggetto: il coro Marcelliano Marcello, nei suoi 40 anni di attività (è stato fondato a San Giovanni Lupatoto nel 1986) ha visto evolvere molto la sua produzione grazie al fatto di avere ampliato e rinnovato il repertorio, sia sacro che profano, introducendo brani corali a partire dall’Ottocento fino ad autori contemporanei, e preparando programmi completamente nuovi di colonne sonore di celebri film.
Nel 2022 il coro ha addirittura aderito al progetto promosso dal maestro Cristian Zinelli per la realizzazione dello spettacolo “Faber, storia comune per gente speciale”, incentrato sulla produzione artistica del grande cantautore Fabrizio De André, con l’accompagnamento inconsueto di una moderna band. L’evento, tra l’altro, ha ottenuto il patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De André Onlus, a firma della presidente Dori Ghezzi.
Ma la propensione a innovare nasce da lontano, forse da quel 1986, quando all’assessore comunale alla Cultura, Sergio Bonato, organizzando il gemellaggio con la cittadina francese di Seyssinet-Pariset, si accorse che – dal punto di vista del canto polifonico sia sacro che profano – San Giovanni risultava fortemente deficitario rispetto ai francesi. Bisognava correre ai ripari per rnon sfigurare nei confronti dei cugini d’oltralpe.
«L’assessore Bonato decise allora di coinvolgere alcuni lupatotini facenti parte del coro polifonico universitario, tra cui Chiara Briggi, Marta Briggi, Enrico Spezie, Annamaria Scardoni e il sottoscritto, e in questo modo vennero gettate le basi per la fondazione del coro, in un primo momento intitolato al celebre Claudio Monteverdi, ma mutato subito in Marcelliano Marcello, compositore e librettista dell’Ottocento lupatotino, assumendo quindi una precisa ed univoca identificazione», racconta Salvatore Mainente, praticamente da sempre presidente del sodalizio canoro.
Seguirono le fasi di reclutamento dei cantori e i mesi interi di allenamenti serali per l’allenamento e affinamento delle voci. Lo sforzo venne però ben presto ripagato dai successi e dalle soddisfazioni legate alle esibizioni.
L’ottima preparazione vocale si manifestò subito in occasione delle trasferte in Francia a Seyssinet-Pariset, Germania a Bamberg, Bayreuth e Norimberga, in Jugoslavia a Izola, senza trascurare di menzionare i concerti tenuti a Roma, nella chiesa degli Artisti, a Firenze nella Sala dei 500 a Palazzo Vecchio e a Rovereto nell’Auditorium Melotti del Mart, con la realizzazione integrale di Attila di Giuseppe Verdi, con costumi e scenografie, elenca il presidente Mainente.
Da allora la concertazione con diversi maestri è andata in continuo crescendo, i programmi si sono evoluti, passando dai brani polifonici e madrigalistici alla lirica, alla musica da film, all’attuale poliedrico repertorio a cui ha dato un piglio moderno Cristian Zinelli, il direttore in carica.
«La scelta di proporre anche pop, rock e soul garantisce di esaudire le attese di un pubblico sempre variegato e con background culturali diversi», conclude Mainente.
Attualmente il gruppo conta una quarantina di elementi che calcano i palcoscenici con entusiasmo e impegno sempre rinnovati.