Il futuro dell’ospedale di Desenzano è “sulle ceneri del Montecroce”. Il suo destino è stato illustrato a Milano, a Palazzo Lombardia. Un appuntamento atteso con trepidazione da tanti cittadini che negli ultimi anni si sono chiesti: “Che fine farà il nostro ospedale?”.
Dopo cinque anni di incertezze, la risposta è finalmente arrivata: niente edificazione nella vallata o “buca” (la zona verde ai piedi dell’attuale ospedale e del Monte Corno), salvando almeno per ora il parco del Montecroce, e zero interventi invasivi di ristrutturazione tramite esoscheletro.
Il presidio ospedaliero di Desenzano, nei prossimi decenni, sorgerà sul medesimo sedime dell’attuale complesso Montecroce, senza interruzione dei servizi di cura. Sarà costruito in parte sull’attuale parcheggio pubblico adiacente ai poliambulatori e negli spazi dell’ospedale esistente, che verrà progressivamente demolito fino alla completa sostituzione.
Gli esiti dello studio di fattibilità indipendente, commissionato da Regione Lombardia, sono stati illustrati dal prof. Stefano Capolongo del Politecnico di Milano, alla presenza dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e della direttrice generale dell’Azienda sociosanitaria territoriale Asst Garda, Roberta Chiesa. Presenti al tavolo anche il direttore generale di Ats Brescia Claudio Sileo e l’architetto Cinzia Pasin in rappresentanza del Comune desenzanese, mentre tra il pubblico sedevano quattro rappresentanti del Comitato dei cittadini, che hanno sollevato perplessità sui costi dell’operazione.
Un piano da 250 milioni per salvare il territorio. Tra le tre opzioni prese in esame dal gruppo universitario – la costruzione nella cosiddetta “buca” ai piedi del Monte Corno, la ricostruzione in loco e la ristrutturazione integrale –, la seconda è risultata la più solida sotto i profili tecnico, economico e funzionale. Conservare gli spazi più moderni dell’attuale presidio e aggiungerne di nuovi occupando il parcheggio pubblico consentirà, stando alle dichiarazioni, il “consumo di suolo zero”.
«Tra le tre opzioni la B è quella che presenta più punti di forza ed è la soluzione più ragionevole», ha spiegato il professor Capolongo durante la presentazione. Il progetto prevede un’operazione graduale a consumo di suolo zero: il cantiere muoverà i primi passi liberando gli spazi dei poliambulatori di recente costruzione per poi procedere a step con le demolizioni. I numeri stimati parlano di un cantiere della durata di circa 10-12 anni e di un investimento compreso tra i 200 e i 250 milioni di euro. Un impegno sostenibile se confrontato con la riqualificazione dell’edificio attuale, che richiederebbe fino a 19 anni e oltre 300 milioni di euro. Su questo punto Capolongo è stato chiaro: «Insistere su organismi edilizi ormai obsoleti significa fare un investimento economicamente sbagliato».
L’elemento chiave risiede nella continuità assistenziale: l’ospedale rimarrà sempre operativo durante le fasi di cantiere, garantendo i servizi a circa 150mila residenti di 22 Comuni e ai numerosi turisti della stagione estiva. La direttrice generale Roberta Chiesa ha rimarcato l’importanza della nuova opera: «L’ospedale è stato costruito nel 1978, quasi cinquant’anni fa, quando tecnologie e bisogni assistenziali erano completamente diversi. Avere una nuova struttura significa poter rispondere alle esigenze sanitarie dei prossimi decenni».
L’ospedale desenzanese era stato inaugurato in località Montecroce nel gennaio del ’78 grazie a lasciti storici di benefattori locali come Ettore Andreis e Caterina Bagatta che, tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento, destinarono i loro beni “per la cura della comunità”. A distanza di un secolo l’iter dell’ospedale procede verso un nuovo destino: la gara d’appalto europea è prevista entro la fine dell’anno in corso.
La fine di un iter lungo cinque anni. A Desenzano si chiude così un contenzioso aperto nel 2021 e segnato dalla bocciatura nel 2024 della variante nella “buca” da parte del Consiglio comunale e dalle 8mila firme di protesta raccolte dai cittadini tramite il comitato. Dall’incontro dell’assessore Bertolaso con la cittadinanza, nel 2024, era nata la decisione di affidare al Politecnico di Milano uno studio indipendente per valutare tutte le possibili alternative.
«L’ospedale esistente verrà demolito a pezzi e così nessuno potrà più parlare di speculazioni edilizie – sottolinea il sindaco di Desenzano Guido Malinverno –. L’unico “inconveniente” è la durata maggiore dell’intervento e i maggiori costi oltre al disagio per i parcheggi del pubblico».
Accolgono con sollievo l’esito dell’incontro milanese le forze del Tavolo politico (PD, M5S, Italia Viva, Azione, Psi, Avs e Possibile) che hanno chiesto da subito un’alternativa: «Fin dall’inizio abbiamo sostenuto con convinzione che il progetto dell’ospedale nella “buca” fosse una scelta sbagliata… Oggi apprendiamo con soddisfazione che la Regione ha deciso di abbandonarlo e di orientarsi verso una soluzione che va nella stessa direzione da noi indicata».
Anche il comitato cittadino ha «particolarmente apprezzato l’importanza attribuita dal Politecnico alla posizione dell’ospedale, alla vista di cui si gode e alla bellezza del luogo, riconosciuta come elemento con valore terapeutico… Riteniamo doveroso approfondire lo studio nel dettaglio quando verrà presentato sul territorio in un incontro pubblico. Sarà quella la sede per analizzarne dati, criteri di valutazione e conclusioni, così da poter esprimere un giudizio completo e consapevole».