Un progetto tracciato velocemente a penna sulla carta, sotto a righe battute a macchina, che porta i segni del tempo. Sono trascorsi cento anni dalla costruzione a Cellore, frazione di Illasi, dell’asilo infantile. Oggi si chiama scuola dell’infanzia “Ai nostri Caduti” e dallo scorso settembre accoglie 46 bambini, ai quali si aggiungono i dieci piccoli iscritti alla sezione primavera. Ma le aule con gli arredi colorati, la biblioteca ricca di albi illustrati e il giardino dell’edificio che sorge quasi all’ombra del campanile sono aperti alle famiglie tutto il tempo dell’anno, se si considerano il centro estivo per quanti frequentano la primaria e il doposcuola per dare supporto con i compiti a casa.
Il legame con la comunità. Forte è sempre stato ed è tuttora il legame tra l’asilo che sorge in via Mezzavilla e la sua comunità. Molti l’hanno frequentato nel corso dell’infanzia e lì, una volta diventati genitori, hanno accompagnato i propri figli. E spesso, essendo anche una realtà associata alla Fism (Federazione italiana delle scuole materne), alcune mamme e papà sono entrati a far parte come volontari del comitato di gestione. Altri ancora, da nonni, si sono ritrovati ad aspettare i nipotini fuori dal cancello.
È facile capire perché il centenario, celebrato lo scorso 11 ottobre, si sia trasformato in una festa di paese. Una mattinata di emozioni che è iniziata con la Messa celebrata nella chiesa parrocchiale dal parroco don Pietro Pasqualotto e da don Domenico Consolini, assistente ecclesiastico della Fism.
Al termine della celebrazione eucaristica, a nome dell’Amministrazione comunale, la sindaca Emanuela Ruffo ha consegnato simbolicamente alla scuola e all’attuale presidente Giorgia Cassini una pergamena «come ringraziamento ai fondatori per i servizi che la struttura continua a mettere a disposizione della collettività». Un «grazie» che è stato esteso ai numerosi “ex”: volontari componenti dei comitati di genitori, presidenti, collaboratori, referenti dei servizi educativi, parroci che si sono succeduti nella struttura educativa. «Tutto questo bagaglio di esperienze e di ostacoli superati in un secolo – ha sottolineato Ruffo – sono un ottimo passaporto per superare le sfide future».
Per grandi e piccini, i festeggiamenti si sono spostati tra il cortile dell’asilo e un salone nel quale è stata allestita una mostra di fotografie, video e momenti rimasti indelebili. Come quelli annotati da Adriana Marcazzan: «Confesso che è stato molto bello ricordare i tempi passati, partendo da quando io ero bambina: avevo circa 4 anni e con il mio piccolo cestino, contenente il pasto con pane e marmellata, mi recavo a scuola». Mamma di sette figli, tutti accompagnati all’asilo della frazione, ed ex presidente a ricoprire «un ruolo difficile ma importante che mi ha fatto crescere come persona e che con l’aiuto di alcune suore e altri parrocchiani ho portato avanti con coraggio». Concetto condiviso con l’attuale presidente, Giorgia Cassini, che ha ribadito il legame che unisce la scuola alla comunità.
La storia. Il primo documento relativo alla costruzione dei due piani dell’asilo rimanda all’8 giugno 1926 ed è la perizia di stima per la cessione di un terreno sul quale, nel 1927, fu posata la prima pietra dell’edificio. Per lasciarsi alle spalle le atrocità della guerra e pensare alle giovani generazioni. Vicende che, per l’occasione del centenario, sono state ricostruite da Ilaria Marconcini con il supporto nelle ricerche storiche di Daniela Noli e Pierluigi Zorzi.
La partecipazione dei residenti della frazione, che misero a disposizione manodopera gratuita, fu corale. Un altro contributo importante fu quello dato dai parroci don Alfonso Capra, don Carlo Tagliapietra e don Sergio Rizzotto.
Nella struttura – che arrivò a ospitare anche cento bambini – operarono, dal 1935 al 1950, le Figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli: le prime a essere operative furono suor Angela Cappa e suor Angela Ravizza, sostituita poco dopo da suor Maria Giulia Presti in qualità di superiora. Dal 1950 al 1994 si avvicendarono le suore Orsoline Figlie di Maria Immacolata, finché fu assunta la prima maestra laica alla quale se ne affiancarono, nei decenni, altre. Fino ai giorni nostri.