Bussolengo, storia del bomber Tano Pasetto

Un lungo passato come giocatore di calcio, poi la musica, l'impegno...

| DI Lino Cattabianchi

Bussolengo, storia del bomber Tano Pasetto
Rivive il paese di Bussolengo, del calcio e delle maràje della Calmòra (le case e le corti di via Roma, ndr.) nelle pagine dedicate da Ugo Piccoli nella collana “Bussolenghesi nel mondo” a Gaetano Pasetto per tutti “Tano”, un lungo passato di giocatore di calcio. El Bomber, questo il titolo del racconto, parte dagli anni ’50 e abbraccia lo sviluppo del paese, divenuto in fretta e furia la capitale della scarpa.
Tano fa il chierichetto agli ordini di don Valdi e ha anche una bella voce, intona le canzoni dedicate alla Madonna. Per la sua fedeltà nel servizio alla Messa riceve un attestato dalla parrocchia. Ma la sua passione per il calcio ben presto prevale su tutto.
“A mi me piaséa el balòn”, ricorda Tano, che comincia dall’avventura della squadra dei Rangers e delle trasferte nei campi dei paesi vicini per arrivare al provino con l’Hellas sotto l’occhio vigile dell’indimenticato Guido Tavellin che lo valuta positivamente. Tano, a quattordici anni, entra nella storica famiglia dell’Hellas: un amore che durerà tutta la vita.
Il calcio gli offre ben presto occasioni di ingaggio che lo porteranno in numerose città d’Italia. Nascono le forti amicizie con Giancarlo “Passarìn” Savoia, stopper dell’Hellas e poi dell’Atalanta; con Cesare Maccacaro “el Rosso” che segnò il primo goal del Verona in serie A, contro la Juve a Torino. Poi le strade si dividono.
Dopo un’ottima stagione nella Primavera del Verona e con la prima squadra arrivata in serie A, Pasetto segue Pozzan alla Pistoiese in serie C. Poi, col servizio militare in corso, va all’Empoli. Finito il militare l’avventura nel calcio prosegue a Bolzano, Pordenone, Chieti, Lanciano dove accade un episodio straordinario. Durante un viaggetto a Roma, al Tano in compagnia della giovane moglie Annamaria, viene rubata la storica Seicento di famiglia.
A Lanciano il bomber è senza macchina e lo storico presidente Leonardo Petruzzi lo sfida: se segni in quattro partite consecutive, arriva la macchina. Il racconto del Tano è epico: “Prime tre partite tutto ok, alla quarta il goal non arriva fino all’ultimo. Mancano pochi istanti al fischio finale. Su un traversone in area, chiudo gli occhi e volo più alto di tutti. Poker e giro d’onore del campo: i tifosi dopo una festa organizzata apposta mi fanno trovare una fiammante Bianchina...”.
Ricordi indimenticabili. Dopo un passaggio al Chievo del presidente Iorio e Ciccolo in panchina, il ritorno al paese con la casacca della Virtus Bussolengo in Terza categoria, ds Renzo Bendazzoli, il leggendario “el Nero”, ancora in sella dopo decenni di calcio. Il tour nelle squadre locali comprende Bardolino, Valgatara e Cisano dove el Tano segna gli ultimi goal della sua lunga carriera.
Il dopo-calcio comprende la nuova passione per il tennis, l’impegno nell’amministrazione del sindaco Lino Venturini come assessore alla manifestazioni. Le mille vite del Tano che riprende la sua passione per il canto e la musica, incide un nastro di canzoni degli anni ’60 Amore è… sentimento, inventa il gruppo canoro dei “50+1” che riempie Piazza XXVI Aprile, anima le serate degli amici sul lago durante la stagione estiva.
Calcio e non solo: tutti i più bei nomi del balòn, da Paolo Rossi a Tardelli e Oriali, sono nei ricordi di Gaetano Pasetto che ora fa il nonno felice.

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