Va bene la serie B... ma non si poteva perdere contro il Vicenza. Per troppo si è rischiato, aggrappati alla tecnica ma senza gol. Si è ripartiti però proprio dall'ultima sida: Vicenza in vantaggio e Verona vittorioso.
Ci sono partite che durano 90 minuti e partite che durano 9 anni, come quella tra Hellas e Lane Rossi ovvero Verona e Vicenza, che non si vedeva dal 2017 (gol di Romulo per la vittoria gialloblù al 95′ di un Bentegodi infuocato) con le due squadre separate soprattutto da una presenza molto costante dei primi in serie A e dei secondi in serie C. Si riparte ma senza tifosi... e questo è il vero problema della giornata. Può una città che negli ultimi anni sa ospitare il Papa, le cerimonie olimpiche, capi di Stato e ministri del G7, non essere in grado di accogliere qualche centinaio di tifosi vicentini in percorsi superprotetti? Soprattutto pensando che tornare a giocare l'unico vero derby, qualche mese fa, era per i vicentini la vera soddisfazione di una promozione tanto attesa e per i veronesi l'unica consolazione di una stagione orribile. Quindici tifosi silenziosi e seduti in Curva Nord evidentemente non residenti nè a Vicenza nè a Padova; sarebbe interessante capire chi sono... E intanto la Curva sud solidarizzi con i tifosi che non possono andare in trasferta... quelli dell'Ascoli.
Baroni comincia con una mini rivoluzione: Leali; Zappa, Dawidowicz, Korac, De Battisti; Le Borgne, Lella; Suslov, Iannoni, Sarr; Mulattieri; una formazione che sembra promettere più equilibrio e densità. Il Verona parte all'attacco ma al primo rilancio biancorosso si fa male Korac sostituito da Edmundsson. Vicenza molto fisico e tifosi dagli spalti che si fanno sentire con l'arbitro Colombo che sembra capirci poco (da una parte e dall'altra) già dopo pochi minuti. Suslov e Le Borgne provano prendere in mano la partita con la "strana coppia" De Battisti - Sarr che sulla sinistra prova a farsi valere. La sensazione però è che manchi come il pane una vera prima punta, di quelli che come il re Mida sanno trasformare in oro anche le azioni da serie B... Mulattieri ha grandi qualità ma forse non quelle; Mosquera tutti lo aspettano; Ekuban chissà come sta e dov'è.
Ci provano a tenere la palla e ad avanzare ma la prima vera conclusione è di Mulattieri al 38' e il portiere Gagno è... semplicemente sveglio, ma basta questo. Poi Suslov da lontano ma la porta è un miraggio. Il Vicenza sembra voler aspettare e sperare, come con il tiro velleitario nel tempo di recupero. E intanto, però, gli unici ammoniti sono i gialloblù Suslov (proteste) ed Edmundsson (intervento in ritardo).
Il secondo tempo inizia con due cambi Hellas: Cerbone per un Suslov non troppo dentro alla partita (e alla squadra?) e Livramento per Mulattieri; Sarr passa al centro. Baroni sembra voler dare una scossa alla partita e alla stagione. Si fa a sportellate ma quando il Verona la mette sulla tecnica sembra avere una marcia in più, almeno fino all'area di rigore. Il Vicenza prende coraggio, ma questo offre spazio alle ripartenze della squadra di squadra con Cerbone che non vede l'ora di essere lanciato in velocità e ottiene almeno la prima ammonizione vicentina per Brighenti (veronese di nascita). L'Hellas prova l'assedio ma non riesce a sfondare. E allora ci pensa il Vicenza con il gol spacca-porta di Nicola Rauti, mentre i veronesi erano fermi pensando a un improbabile fallo laterale.
Il mister allora prova a puntellare la difesa con Slotsager al posto di Dawidowicz (cambio pronto prima del gol). Ci si prova, ma manca sempre qualcosa, o qualcuno. Baroni parlava di 60 gol per la serie A: dopo 5 giornate siamo a 8, ma 5 nell'unica vittoria, due in altrettante sconfitte (Ascoli e Benevento), uno nel pareggio a Padova. Si prova allora con Mosquera al posto di Di Battisti con doppia punta e Iannoni (o altri a turno) da terzino sinistro. Entra nel Vicenza anche l'ex Mattia Valoti che si segnala per un fallo che gli costa l'ammonizione. Colpo di testa di Sarr ma troppo debole, colpo di testa di Leali per bloccare un contropiede.
E quando l'attaccante entra in campo si segna: Daniel Mosquera prima fa le prove generali e poi fa doppietta con tiro deciso su corner di Sarr (29') e tacco su cross di Livramento (31'). E anche la tribuna stampa perde la sua professionalità e si esulta!!! Purtroppo, però, manca tanto e le sofferenze in quest'epoca non mancano, c'è però voglia di difendere e di ripartire, con un Cerbone che sembra avere una freschezza e una spregiudicatezza in più. I 4 minuti di recupero
L'eroe di giornata non può che essere Mosquera: doveva partire l'ultimo giorno di calciomercato, ha rifiutato per motivi familiari, è diventato papà... e si è dimostrato uno che magari può sbagliare qualche passaggio, ma che serve assolutamente in una squadra così sterile e con così poco peso in attacco. Da segnalare, per chilometri fatti, l'addetto agli arbitri Stefano Zeviani, pronto a rincorrere mister Baroni, l'assistente, il quarto uomo... e chiunque abbia qualcosa da fare o da dire vicino alla linea laterale.
La foto della squadra sotto la Curva Sud è di grande emozione. Ora si va alla pausa: servirà a Baroni a capire la squadra... e i tifosi (ai quali non si può chiedere di essere obiettivi) aspetteranno la ripresa per provare a capire che campionato aspettarsi.