Fragilità ossea e gli anziani

Come prevenire l'osteoporosi, malattia silenziosa

| DI Francesco Bommartini

Fragilità ossea e gli anziani

© Foto Dasya11@123RF.com

Sono 4,3 i milioni di italiani affetti da osteoporosi. Eppure l’attenzione riguardante la fragilità delle ossa si concentra solo nel momento in cui c’è una frattura. E ciò avviene, nella maggior parte dei casi, verso i 70 anni, momento in cui peraltro la differenza tra i due sessi in termini di rischio scompare. Ma allora può essere tardi. Perché alcune tipologie di fratture, come quelle del femore o delle vertebre, possono compromettere l’autonomia della persona, incidendo pesantemente sulla qualità della vita e aumentando il rischio di ulteriori complicanze.
L’osteoporosi è una malattia silenziosa. Per anni può procedere senza segnali evidenti, mentre il tessuto osseo perde progressivamente densità e resistenza. Il primo campanello d’allarme è spesso proprio la frattura da fragilità, provocata da una caduta banale o addirittura da un movimento quotidiano.
Fratture in forte crescita. Ogni anno si registrano oltre 568mila fratture da fragilità, secondo l’International Osteoporosis Foundation, la più grande organizzazione non governativa dedicata alla diagnosi, studio e prevenzione dell’osteoporosi. Un numero destinato a crescere con l’invecchiamento della popolazione: le stime parlano di oltre 700mila fratture annue entro il 2034.
Le donne restano le più esposte, soprattutto dopo la menopausa, quando il calo degli estrogeni accelera la perdita di massa ossea. Si calcola che una donna su quattro sopra i 50 anni sia interessata dalla malattia. Negli uomini, invece, il fenomeno è meno frequente nelle età più giovani, circa uno su quindici dopo i 50 anni, ma con l’avanzare dell’età il divario tende a ridursi. Secondo gli esperti, circa l’80% dei pazienti che subiscono una frattura da fragilità non viene identificato né avviato a un percorso terapeutico per prevenire nuovi eventi. Eppure una frattura aumenta sensibilmente il rischio che se ne verifichino altre nei mesi e negli anni successivi.
Come prevenire. La prevenzione resta l’arma più efficace contro l’osteoporosi. A partire dall’alimentazione, che deve garantire un adeguato apporto di calcio attraverso latte, yogurt, formaggi, verdure a foglia verde e alimenti fortificati. Altrettanto importante è la vitamina D, indispensabile per favorire l’assorbimento del calcio e mantenere efficiente il metabolismo osseo. L’esposizione alla luce solare, quando possibile e con le dovute precauzioni, rappresenta la principale fonte naturale, mentre nei soggetti a rischio può rendersi necessaria una supplementazione prescritta dal medico.
Anche lo stile di vita fa la differenza. L’attività fisica regolare, in particolare gli esercizi di resistenza e quelli che stimolano il carico sullo scheletro, contribuisce a preservare la massa ossea e a migliorare equilibrio e forza muscolare, riducendo il rischio di cadute. Ma il principale esercizio, da svolgere quotidianamente, è il più semplice: camminare.
Tra le abitudini che favoriscono invece la debolezza ossea c’è l’onnipresente fumo, così come il consumo eccessivo di alcol, che interferisce con il metabolismo della vitamina D e compromette la salute dell’osso. Un peso corporeo basso, nonché problematiche relative, rappresenta un fattore di rischio, perché si associa a una minore densità minerale ossea.
Oltre all’età e alla menopausa entrano in gioco familiarità, terapie prolungate con cortisonici, alcune malattie croniche, il diabete e precedenti fratture. In tal senso queste condizioni possono agevolare il focus su potenziali persone più propense all’osteoporosi e quindi aiutare a prevenire complicazioni.
Un principio, quello di prevenire, che vale per quasi tutto e che invece spesso viene preso sottogamba con l’idea che tutto si possa riaggiustare come prima, sulla scorta degli incredibili passi avanti fatti dalla medicina nei decenni. Ma chi ha subito solo una frattura sa che non è proprio sempre così.

Tutti i diritti riservati

!w-[42px] !h-[42px]
Sei un abbonato a Verona fedele e desideri consultare il giornale anche via web, sul tuo computer, su tablet o smartphone?
Lo puoi fare in modo rapido e gratuito. Ecco alcuni semplici passaggi per accedere alla tua edizione online e per installare l'App:
In fase di aggiornamento...

w-fullw-full