Raccolta di plasma per ricavare farmaci salvavita: l’Italia è ancora lontana dall’autosufficienza. Nonostante la generosità dei donatori, oggi è coperto solo il 59% del fabbisogno: il restante 41% deve essere acquistato sul mercato internazionale.
Ecco perché, in occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, domenica 14 giugno, le associazioni del dono veronesi – Avis, Asfa e Fidas Verona – lanciano un appello congiunto: chi può, doni il plasma. Lo ricorderà visivamente anche la Gran Guardia, per l’occasione illuminata di rosso.
I progressi della medicina e della tecnologia hanno reso i farmaci plasmaderivati fondamentali nella cura di numerose patologie croniche e rare, permettendo a migliaia di persone di vivere una vita più lunga, stabile e serena. Donare plasma significa sostenere terapie essenziali e, in molti casi, salvavita, che dipendono direttamente dalla generosità dei donatori.
A Verona e provincia i donatori di plasma sono circa 6mila su 29mila donatori attivi, a fronte di una popolazione potenzialmente idonea alla donazione di circa 500mila persone.
«Sono numeri che devono farci riflettere, ma che mostrano anche quanto spazio ci sia ancora per crescere e coinvolgere nuovi donatori – constata, Nicola Martelletto, neo-presidente di Fidas Verona, associazione che raduna 11mila donatori in 81 sezioni, in città e provincia –. Per farlo, dobbiamo però superare una visione culturale che per molti anni ha accompagnato la plasmaferesi, ovvero quella di una donazione considerata, erroneamente, “di serie B”; oggi la realtà è molto diversa e sta a noi associazioni del dono stimolare ulteriormente la raccolta».
«Dopo un lungo periodo di flessione e, soprattutto, per la prima volta dall’emergenza Covid, Avis sta finalmente registrando un’inversione di tendenza: sia ad aprile che a maggio 2026 le donazioni sono tornate a crescere – sottolinea Alessandro Viali, presidente di Avis provinciale Verona, che riunisce 64 gruppi comunali e 20mila donatori iscritti –. È un segnale molto incoraggiante, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Resta fondamentale incrementare in particolare la raccolta di plasma, perché per i farmaci plasmaderivati il nostro Paese dipende ancora in parte dall’estero».
La vicepresidente di Avis provinciale Verona, Giada Graziani, aggiunge: «Inoltre, con l’arrivo dell’estate, è importante che i donatori prenotino la propria donazione prima delle vacanze, così da garantire continuità alle scorte e permettere al sistema trasfusionale di affrontare senza criticità i mesi estivi».
«Tutti noi abbiamo una sfida importante: quella del ricambio generazionale – evidenzia Alessandro Toaiari, presidente provinciale di Asfa Verona, associazione i cui oltre 600 donatori sono attivi in 12 sezioni presenti tra città e provincia –. Le persone disponibili, giovani e non solo, ci sono. Sono presenti e sono mosse da un desiderio genuino di contribuire. Il nostro compito, e la nostra responsabilità, è raggiungerli, parlare il loro linguaggio, incontrarli nei luoghi e nei modi in cui vivono. Non possiamo aspettare che vengano a noi: dobbiamo andare noi verso di loro. La donazione di sangue o plasma non è un gesto isolato. È l’espressione di una visione del mondo, di un modo di stare nella comunità. Dobbiamo investire in questa dimensione culturale, perché solo quando la donazione diventa valore, e non semplice abitudine, diventa anche duratura e trasmissibile».
Donare sangue o plasma, conclude il presidente di Asfa, «è solo la punta dell’iceberg. Sotto quella superficie c’è uno stile di vita da cittadino impegnato, attivo, consapevole. È questo il messaggio che come associazioni dobbiamo saper trasmettere e moltiplicare».
Avis, Asfa e Fidas Verona ricordano che per donare il plasma e il sangue basta godere di buona salute, pesare almeno 50 kg e avere fra i 18 e i 65 anni. La donazione si prenota telefonando al numero verde gratuito 800.310.611 (solo da fisso), allo 0442.622867, al 339.3607451 (cellulare per telefonate/sms) o inviando una mail a prenota.trasfusionale@aulss9.veneto.it.