Le indagini che la polizia mette in campo sul piccolo schermo riescono sempre a concludersi in modo favorevole alla giustizia, catturando il colpevole di qualsiasi misfatto. Elsbeth, telefilm statunitense giunto alla terza serie, su questa scia infinita di storie che raggiunge tutte le latitudini, racconta le vicende davvero simpatiche di una divertentissima avvocatessa con un nome strano che dà il titolo al programma e che sulla carta d’identità riporta il cognome Tascioni, chiaramente di origine italiana. La brillante professionista, interpretata da Carrie Preston (nella foto) e doppiata da Francesca Fiorentini, collabora con gli agenti di New York e col suo modo di fare bizzarro ma acuto, all’apparenza distratto ma sempre consapevole, offre lo spunto decisivo per individuare il colpevole di qualche omicidio. A colpire, prima di tutto, è il suo abbigliamento dai toni eccentrici, adatto più a uno spettacolo di varietà che all’ordinarietà della vita quotidiana.
Il meccanismo narrativo prevede una lunga introduzione di circa 15 minuti prima della sigla di apertura ed è proprio durante questo tempo che i telespettatori capiscono chiaramente chi è il colpevole senza però vedere l’istante preciso del reato ma tutte le premesse che inconfutabilmente portano a comprendere cosa sia avvenuto sulla scena del crimine. L’esperta di legge protagonista del telefilm arriva a portare felicemente a conclusione le sue inchieste non avvalendosi di strumentazioni scientifiche bensì basandosi sul suo intuito e sulla sua capacità di osservazione dell’ambiente e di leggere nell’animo degli indagati. I suoi interrogatori con i presunti colpevoli sono un vero e proprio capolavoro di ironia, desiderio di catturare la fiducia dell’interlocutore e al tempo stesso di acuta intelligenza nello sviare ogni possibile sospetto che abbia già capito la verità. Il suo è un modo di procedere piuttosto confusionario, poco convenzionale e poco compreso dai poliziotti che non sempre riescono a sopportarlo. Comunque la stimano per la sua bontà d’animo e la sua bravura.
L’originalità di questa serie sta proprio nella capacità di offrire un punto di vista leggero e a tratti da commedia. L’Auditel, in questo tempo di messa in onda dei Mondiali di calcio, registra un modesto 3% di share che, tuttavia, non toglie nulla alla scelta azzeccata dei dirigenti Rai di mandare in onda la trasmissione. Elsbeth si può considerare come un indovinato mix comportamentale e investigativo tra Jessica Fletcher, protagonista de La signora in giallo, e l’esuberante Morgane Alvaro (Morgane – Detective geniale), eroina strampalata di una più recente serie poliziesca di produzione franco-belga.