Troppe due ore e mezza sul filo dei ricordi

Maledetti amici miei è un programma d’intrattenimento dove quattro amici del mondo dello spettacolo, in uno studio che riproduce la terrazza di un palazzo, conversano tranquillamente raccontandosi e commentando tanti fatti della vita loro e altrui...

| DI Giuseppe Begnigni

Troppe due ore e mezza sul filo dei ricordi
Maledetti amici miei è un programma d’intrattenimento dove quattro amici del mondo dello spettacolo, in uno studio che riproduce la terrazza di un palazzo, conversano tranquillamente raccontandosi e commentando tanti fatti della vita loro e altrui. Rocco Papaleo, Alessandro Haber, Giovanni Veronesi e Sergio Rubini (nella foto insieme a Margherita Buy e Max Tortora) sono protagonisti di questo show che con pochi effetti speciali basa due ore e mezzo di trasmissione solo sulla forza della loro sintonia e della parola. La loro capacità di intendersi all’istante li motiva a dare il meglio di sé mostrando tutta l’esperienza accumulata in tanti anni. Altri personaggi fanno da corona come ospiti e con loro la puntata corre sul filo dei ricordi, riproponendo e alternando dialoghi e monologhi celebri. La raffinata colonna sonora è affidata alla maestria di Paolo Conte. Ognuno dei quattro ha il suo stile, una sua cifra narrativa e un proprio modo di approcciarsi con il pubblico. Collaborare insieme non ha livellato l’originalità di ciascuno che, messa a confronto con l’estro artistico di un altro, ancora di più spicca e coinvolge il telespettatore che può godersi generi diversi d’intrattenimento condensati in un unico spettacolo. Se anche non piacesse lo stile, qualche volta un po’ troppo cerebrale e con troppi rifermenti che un pubblico giovane di sicuro ignora, talvolta si ha l’impressione che il programma mescoli insieme alla freddezza e a un velo di cinismo le conoscenze enciclopediche in termini di spettacolo che aveva Paolo Limiti. I punti più alti si toccano di sicuro quando il tono scherzoso lascia il posto a degli angoli in cui si respira l’aria del dramma o della tragedia, con monologhi desunti dal meglio della letteratura mondiale e ottimamente interpretati. L’Auditel vede concorrente diretto del programma Un passo dal cielo 5, fiction benamata dai telespettatori che, raccogliendo circa il 20% di share, lascia a questo show poco più del 4%. L’esperimento di certo è riuscito, al di del numero dei telespettatori, ma mostra i suoi lati deboli nella lunghezza della trasmissione e nel mostrarsi un po’ troppo sul filo nostalgico del come si era bravi un tempo, senza voler osare nulla di nuovo.

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