Non è un sogno l’inclusione lavorativa e sociale delle persone con fragilità

| DI Giuseppe Begnigni

Non è un sogno l’inclusione lavorativa e sociale delle persone con fragilità
Il cacciatore dei sogni, evocato dal titolo, è l’ideatore e conduttore del programma di Rai 3 giunto alla quinta edizione Stefano Buttafuoco (nella foto), giornalista ed ex inviato de La vita in diretta che ad un certo punto ha scelto di raccontare storie legate al mondo della disabilità o, come lui preferisce dire, della fragilità. Di puntata in puntata, infatti, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità della presidenza del Consiglio dei ministri, vengono proposti ai telespettatori esperienze dove si realizza realmente l’inclusione lavorativa e quindi sociale di queste persone. L’obiettivo della trasmissione è ipotizzare e cercare di realizzare un mondo diverso senza barriere né pregiudizio. Il presentatore, padre di un bimbo che soffre di una malattia genetica rara, intende così lanciare un messaggio che nella vita non bisogna mai smettere di credere nei propri ideali e soprattutto occorre cercare di fare di tutto il possibile per concretizzarli. Attraverso questo viaggio televisivo si conoscono tante realtà della nostra penisola dove si avvera la possibilità di accogliere spesso all’interno dello staff lavorativo persone con abilità diverse. Vengono portati alla ribalta luoghi di ristorazione come PizzAut, laboratori artigianali per la produzione di pasta fresca oppure l’affermazione nel mondo dei fumetti di una giovane disabile. Ma perché il programma sia davvero inclusivo, senza limitarsi a presentare persone fragili, si raccontano anche le storie di personaggi della cultura, dello sport o noti al grande pubblico che avvertono come importante il messaggio di favorire l’integrazione tra tutte le persone. 
Già da sei anni la stessa rete sempre la domenica alle 9.45 propone il programma O anche no, dove la conduttrice Paola Severini Melograni narra belle storie che fanno emergere le potenzialità di cui ogni persona è depositaria. Si voleva superare l’atteggiamento di chi verso le persone disabili puntava sulla lacrima facile e sulla commozione che di sicuro non aiutano a comprendere una realtà così complessa. Adesso finalmente questo tipo di narrazione sembra ormai alle spalle e questo ulteriore appuntamento televisivo non ha nulla di diverso da tante altre trasmissioni dove si parla di lavoro e di nuove possibilità imprenditoriali. Buttafuoco, con la sua professionalità acquisita nel mondo della comunicazione, ha il fiuto giusto per trovare e presentare al grande pubblico questo tipo di avventure che per fortuna non sono più soltanto sogni ma sempre più, in tutta la penisola, stanno diventando realtà.

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