Solo la domenica Massimiliano Ossini (nella foto) prende riposo dal piccolo schermo. Infatti, dal lunedì al venerdì conduce Unomattina mentre il sabato accanto a Linea Bianca ora dedicata alle prossime Olimpiadi, è al timone anche de La città ideale, nuova trasmissione di Rai 3 in prima serata. Il presentatore con la sua grande passione di esploratore spazia lungo tutto il globo terrestre per proporci di puntata in puntata una città indifferentemente piccola o grande che possa in qualche modo essere di esempio per quanto riguarda alcuni temi specifici come l’inclusione, la sicurezza o la cura della natalità. Gran parte di ogni appuntamento della durata di due ore è dedicata proprio a un ampio documentario del luogo prescelto dove il conduttore si è recato di persona e ha potuto conoscere dalla viva voce degli abitanti le caratteristiche più interessanti di quella località. A corredo di tutto questo vi è la riflessione in studio con alcuni ospiti per approfondire quanto si è potuto vedere e per rispondere all’impellente domanda su come migliorare la vita sulla terra attraverso riflessioni esigenti e basilari che interpellano tutti.
Accanto dunque alla dimensione di conoscenza di luoghi interessanti dove magari poter effettuare un viaggio, si ragiona a voce alta su quali esperienze buone si possano imitare per raggiungere un benessere psico-sociale globale. Tuttavia, nonostante si voglia ostinatamente guardare a cosa di bello potrebbe riservare il domani del nostro pianeta, immancabilmente durante le conversazioni aleggia una vena di nostalgia su un bel mondo passato che il progresso umano avrebbe in qualche distrutto. Ossini si dimostra molto preparato su ogni argomento ma tale modo di proporsi talvolta pecca di narcisismo, come rivela anche l’allestimento dello studio televisivo dove al centro di una grande pedana vi è sempre solo lui con accanto l’ospite di turno. Il desiderio di spiegare e di far conoscere al pubblico notizie interessanti gli impedisce talvolta di ascoltare le risposte di chi sta intervistando. Se è da apprezzare la scelta della rete di proporre una trasmissione di approfondimento, mentre sugli altri canali trionfa l’intrattenimento, il risultato non è stato pienamente raggiunto anche perché nessun centro abitato “raccontato” sul piccolo schermo è in definitiva il luogo sperato dove poter vivere. La città ideale resta solo sulla carta o, meglio, sulla tela, come il celebre dipinto di epoca rinascimentale conservato a Urbino che porta questo nome e che talvolta ha fatto da sfondo ai mezzibusti dei programmi giornalistici targati Rai.
La città ideale – Sabato ore 21.25 – Rai 3