L’effetto vintage non conquista il pubblico e pertanto di formidabile c’è solo il flop

| DI Giuseppe Begnigni

L’effetto vintage non conquista il pubblico e pertanto di formidabile c’è solo il flop
All’esclamazione Formidabile! che dà il titolo al nuovo appuntamento del lunedì sera dovrebbe corrispondere qualcosa di veramente eccezionale, ma, in realtà, la trasmissione è dedicata semplicemente a celebrare i 50 anni di Rai 2. Elenoire Casalegno (nella foto) in cinque serate ripresenta una parte di questo grande repertorio grazie all’aiuto di Rai Teche, rileggendo la storia dell’emittente televisiva solo attraverso alcuni temi che non sempre rappresentano il meglio del percorso di questo canale. La prima puntata, ad esempio, ha visto dedicare quasi tutte le due ore di trasmissione al programma satirico L’ottavo nano in onda dal 2001 con Serena Dandini. 
Riproporre a distanza di 25 anni alcuni pezzi umoristici che soltanto nel contesto di allora potevano suscitare la risata, significa non rendersi conto che oggi sono per il telespettatore soltanto un pezzo d’antiquariato di non pregevole fattura che in definitiva delude e annoia. Dalle anticipazioni circa i filoni narrativi che si intendono trattare prossimamente si notano delle gravi lacune come la mancata menzione di Portobello che consacrò la carriera televisiva di Enzo Tortora oppure de I fatti vostri di Michele Guardì che da 36 anni figura nel palinsesto della rete. Peccato, inoltre, che in questo revival non ci si ricordi del Tg2, colonna portante dell’emittente e come spesso ultimamente il canale sia consacrato interamente a mostrare in diretta eventi sportivi di particolare importanza. L’immagine che gli autori intendono dare di Rai 2 è quella di una rete trasgressiva capace in quel tempo di rompere gli schemi, ma questo tipo di lettura al giorno d’oggi sembra alquanto riduttivo. 
La conduttrice ha il mero ruolo di raccordare i diversi filmati senza che possa in modo più personale diventare la narratrice della storia che si vuole raccontare. La sua è una presenza prettamente didattica senza apportare nulla di originale ad un programma che già di suo è una pura e semplice rivisitazione del passato segnato da una nostalgia che non suscita né rimpianti né commozione. Per un programma di prima serata che sicuramente non è costato un granché, la risposta del pubblico è stata esattamente conforme alla spesa, non arrivando lunedì scorso, nella puntata dedicata a Quelli che il calcio, neppure al 2% di share (2,47% la prima puntata), con meno di 300mila spettatori che hanno assistito non al trionfo per una vittoria, ma alla commemorazione del passato. 

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