L’approfondimento sugli sviluppi tecnologici non riscuote un gran successo di pubblico

| DI Giuseppe Begnigni

L’approfondimento sugli sviluppi tecnologici non riscuote un gran successo di pubblico
A metà mattina del sabato La7, che negli altri giorni con Coffee break commenta le notizie politiche, con Coffee tech aiuta a capire il mondo della tecnologia. In uno studio molto semplice dalle tinte azzurre il conduttore Ivo Mej (nella foto) accoglie i propri ospiti illustrando ai telespettatori il motivo della loro presenza sul piccolo schermo. Il giornalista professionista con alle spalle più di quarant’anni di esperienza e anche una breve militanza in ambito politico, da molto tempo è appassionato di innovazione. A motivo anche dell’età anagrafica si immedesima con i telespettatori sapendo che gli argomenti trattati non appaiono di facile comprensione da parte di coloro che non sono avvezzi a usare un computer o un telefono cellulare e, quindi, cerca di “tradurre” i termini e i concetti più difficili con semplificazioni mai banali. Tali temi risultano di grande attualità e preparano a conoscere meglio i potenziali scenari futuri parlando, ad esempio, dell’utilizzo che potrebbe avere l’intelligenza artificiale applicata ai tanti campi della scienza come pure del vivere quotidiano oppure dell’importanza dei cosiddetti “influencer” in merito alla possibilità di vietare ad una fascia di minorenni l’uso dei social. 
In parecchi dei colloqui che si tengono in questo speciale salotto televisivo emerge da una parte il fascino verso le potenzialità dell’evoluzione digitale ma anche il timore che un uso non accettabile dal punto di vista etico di questi nuovi strumenti possa alla fine risultare dannoso all’uomo. 
Molti degli invitati vengono avendo alle spalle la scrittura di un libro che così hanno l’occasione di presentare al pubblico e che diventa lo spunto di una interessante discussione. Stimolanti servizi in esterna e collegamenti con qualche ospite arricchiscono una conversazione dai toni sereni e distesi che punta per un’ora intera a tenere desta l’attenzione verso un futuro che pare continuare a cambiare ma anche ad inquietare. Sebbene il titolo del programma possa alludere ad una chiacchierata leggera tra amici o colleghi mentre si consuma un caffè in compagnia al bar o in casa, quanto si apprende dal piccolo schermo ha invece il tono dell’approfondimento. L’Auditel registra peraltro uno share molto basso di circa il 2% di telespettatori, un numero davvero esiguo che mal si adatta all’importanza che sempre più una grande fetta di pubblico possa adeguatamente ricevere le informazioni sui futuri sviluppi tecnologici.

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