In questo ultimo scampolo di primavera la rete ammiraglia di Mediaset propone un’intrigante storia in costume di produzione franco-belga che ha per titolo Montmartre, come il nome del celebre quartiere parigino. Nel 1899 tre persone ignare di essere unite tra loro dal vincolo di sangue avendo gli stessi genitori si ritrovano a dover fare i conti con il loro passato tenuto nascosto per tanto tempo, mentre vivono un presente irto di difficoltà e il futuro che si presenta loro davanti è alquanto incerto. Così una volitiva e spregiudicata ballerina di can can, il rampollo timoroso di una famiglia borghese e una giovane costretta a prostituirsi si ritrovano a scoprire i particolari della loro terribile infanzia che per la maggior parte avevano cercato di dimenticare.
Gli sceneggiatori hanno ricostruito davvero molto bene la capitale francese di quel tempo rendendo in modo realistico l’idea di che cosa volesse dire ritrovarsi spesso in situazioni di miseria e di degrado morale e sociale. Anche tra coloro che invece conducevano una vita più degna, non mancavano imbrogli e segreti che nascondevano uno stile di vita di certo non impeccabile. Questa miniserie fa finalmente respirare ai telespettatori un’aria diversa rispetto a quella che i responsabili del palinsesto di Canale 5 propongono ormai da parecchi anni con una lunga serie di storie tutte ambientate in Turchia. Questa nuova produzione allude, inoltre, in alcuni filoni narrativi ai romanzi Il Conte di Montecristo e I miserabili, avendo a cuore di raccontare l’epopea del riscatto da parte dei più umili. Gli attori, sconosciuti al pubblico italiano, interpretano con buoni risultati personaggi dalle tante sfaccettature psicologiche che devono reinventarsi man mano che si scopre la verità sulla loro vita spesso segnata da violenze e soprusi. Inoltre la sorella maggiore dei tre sfida ogni ostacolo per conoscere il loro vero padre e vendicarsi di chi ha fatto loro del male.
La coproduttrice Aline Panel ha affermato di aver desiderato proporre una storia molto romantica, che affronta anche i temi della diversità di classi sociali, del femminismo, dell’emancipazione e dell’inclusione. Argomenti sicuramente impegnativi non affatto paragonabili però alle situazioni odierne, quasi a vedere in quell’ultimo scampolo del diciannovesimo secolo un riflesso di quanto ora possa fornire l’attualità. Questa miniserie non resta perciò che una fiction gradevole e ben curata ma che di certo non può diventare motivo per smuovere la discussione su temi così impegnativi, restando solamente un programma di pura invenzione.
Montmartre - Giovedì ore 21.20 – Canale 5